Milotic Christian – Trieste – Dietro al vetro

392 Milotic Christian Dietro al vetro

Osservato e osservatore,dietro ad un vetro che li separa, queste due forme di vita si guardano pensando…

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Comments (14)

 

  1. Mauro Marchetti scrive:

    A mio avviso la forza di questa immagine sta nell’espressione interessata e concentrata del ragazzo riflesso nel vetro impegnato nell’atto di raccogliere nel suo mezzo fotografico il fascino dell’animale esotico.
    I suoi lineamenti riflettono un’attenzione che conosciamo bene.
    Mauro

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Càpita un’occasione apparentemente splendida: bel contrasto di colori tra il verde della mensola ed il rosso dell’abito, interessante effetto grafico sul viso del ragazzo e sulle pareti, manica della camicia in una splendida luce caravaggesca.
    Si poteva ottenere uno splendido ritratto fotografico dal gusto rinascimentale oppure una fotografia più moderna, con implicazioni trascendenti.
    Ma l’autore non prende una decisione univoca e precisa su quel che vuole ottenere, rimanendo in balia tra il reale solo di documentazione (“Dietro al vetro”) ed il trascendente e significativo “osservato ed osservatore”.
    L’orologio stona. Lo stipite della finestra (inclinato), il piano verde (inclinato e verticalmente troppo centrale) sono anitestetici. La massa bruna, nell’angolo in basso a sinistra, è estranea al contesto.
    Peccato.

  3. Loris Sartini scrive:

    Sono daccordo con Mauro, il seme del fotografo ha fiorito ancora.
    Loris

  4. Marco Furio Perini scrive:

    “Esperienza Italia”…? Chiedo perchè mi incuriosisce la presenza accostata dei tre colori nazionali. Anche se non rigorosamente nell’ordine della bandiera, un verde un rosso ed un bianco ci sono tutti… Ciao!

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Ci sono anche il marrone, il giallo…
    Non vedo una stretta attinenza con l’Italia.

  6. L’orologio stona. Lo stipite della finestra (inclinato), ) sono anitestetici. La massa bruna, nell’angolo in basso a sinistra, è estranea al contesto.

    son d’accordo ma l’espressione del bambino è proprio bella.
    c’è da dire però che questi due essere, anche se si stanno guardando e noi lo sappiamo( x via anche del telefonino riflesso, fondamentale secondo me!), la fotografia non ci mostra questo.
    Ovvero, apparentemente guardano entrambi nella stessa direzione.
    cmq sia occhio attento e pronto!

  7. Christian Milotic scrive:

    salve a tutti,di solito non spiego le foto che faccio perchè secondo me non si deve,ma per imparare meglio devo capire alcune cose,non capisco il discorso sull’orologio,è antiestetico,ma la colpa è del ragazzo,se a lui piace perchè con photoshop devo toglierlo???capisco lo stipite,ma per far capire che è una gabbia dove viene rinchiuso un’animale e far vedere che il ragazzo è in riflesso e non trucco fotografico come posso fare???..io photoshop non lo tengo,uso solo aperture,non mi piace stravolgere un’immagine,pensare che ero dentro ad una sala,con un 50mm e vedere una opportunità così,non stò tanto a pensare all’orologio no??? ho provato a restringere l’immagine fino al polso ma non trovo che sia così immediata..cmq ho fatto le prove ma ripeto non è la stessa cosa,non è stato fatto per Esperienza Italia,capitato per puro caso,ringrazio tutti con la speranza di poter crescere…

  8. Antonino Tutolo scrive:

    Non si tratta di cancellare l’orologio col Photoshop, oppure impedire al ragazzo di portarlo.
    La scena che hai ripreso poteva essere interpretata in ripresa almeno in due modi: come reportage, con un’inquadratura più aperta, in modo che si vedesse chiaramente che si trattava di una vetrina; ma hai inserito solo parte dello stipite ed il suo profilo è molto inclinato.
    Oppure potevi tentare la strada della raffigurazione di tipo pittorico (come “il ragazzo punto dal ramarro” di Caravaggio), includendo solo l’effetto sulla vetrina. Ma, in questo caso, l’orologio e lo stipite stonano.
    Questa immagine allora si pone tra queste due diverse possibilità interpretative; reportage ed interpretazione pittorica, senza risultare completa per nessuna delle due.
    Una foto “completa” contiene solo quello che ha significato; ogni dettaglio in più stona.
    Tante volte capita di trovare dei soggetti che sarebbero significativi, ma il fotografo, a differenza del pittore, può solo scegliere l’inquadratura o non scattare.

  9. Carla Pellegrini scrive:

    A me questa fotografia piace anche se non vedo la reprocità degli “sguardi” che suggerisci nel testo.
    Forse spostandoti un pochino avresti potuto eliminare dall’inquadratura lo stipite oppure includerlo in maniera da farlo apparire in maniera piu’ chiara.
    Per quanto riguarda l’orologio, a mio avviso è del tutto ininfluente sul risultato finale.
    Ciao, Carla.

  10. Christian Milotic scrive:

    urka ora ho capito,ci son due possibilità , potevo sfruttare meglio prima con il reportage, o adesso trasformarla diventando una nuova ..vedi che parlando capisco eh eh eh..grazie…alla prossima

  11. christian..fotosciop non esiste per stravolgere le foto…oddio c’è chi lo fa anche divertendosi ma non è il caso di molti.
    molto spesso lo si usa solo per livelli contrasto e luminosità, come si farebbe in camera osucra…x cui!
    l’orlogio è un mio fastidio personale nn farti pippe sull’orologio che è l’ultimo dei problemi dai!

  12. Christian Milotic scrive:

    io uso aperture,un’altro programma.molto semplice che va a regolare come dici tu i toni contrasti e poche altre cose,non a livelli di fotosiop…cmq ho capito il discorso e mi faccio le prove a casa..ciauzzz

  13. bravo perchè fotosciop nn è il mostro nero, basta saperlo usare o usare con parsimonia.
    come tutti i vizi,,,se preso moderatamente nn fa male…!

  14. Antonino Tutolo scrive:

    Comunque non credo sia il caso di fare problemi per l’uso di Photoshop.
    Sapere come si fa un montaggio, si ritaglia una foto per renderla più efficace, si scuriscono certe zone e se ne schiariscono altre (fine art), fa parte, da sempre, del bagaglio tecnico di un fotografo.

    Sperimentando in post, si acquisiscono conoscenze che la sola ripresa non offre. La luce, il contrasto, l’inquadratura al millimetro, la densità dei toni, l’esposizione più opportuna si verificano e si comprendono solo in post.
    Il B/N perfetto che ammiriamo nelle mostre non sarebbe possibile senza l’opportuno trattamento in camera oscura. L’occhio vede a colori; solo chi fotografa molto riesce a capire, già all’atto della ripresa, il risultato finale.
    La camera oscura (la camera chiara) è molto formativa per il fotografo, perché lo rende consapevole dei problemi del “negativo perfetto”.
    Poi ognuno si regola come crede.
    Quasi tutti coloro che sono contrari a Photoshop, non lo sanno usare e non hanno mai stampato in camera oscura. La loro fotografia si ferma alla ripresa.
    Se lo conoscessero, forse ragionerebbero diversamente.
    “Impara l’arte e (se è questo che veramente vuoi) mettila da parte. Ma almeno si è consapevoli di quello che si fa e si critica.

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