Musi Valerio – Piombino (LI) – senza titolo

403 Musi Valerio senza titolo

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Comments (19)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    L’idea è buona. Ma avrei sottoesposto di uno stop e cercato di evitare l’inquadratura dell’orizzonte nella metà verticale. Per mio gusto, avrei tagliato almeno un quinto verticale, dal basso, lasciando visibile l’effetto “filato a raggiera” della risacca sulla battigia, ma privilegiando la visione del cielo.
    E’ vero che i due “sassolini”, nell’angolo in basso a destra, cercano di proporsi come primo piano, ma l’orizzonte a metà banalizza troppo l’inquadratura.

  2. Valerio Musi scrive:

    Ciao Antonino,ho appena controllato il file tiff che ho nel pc e l’orizzonte non e’ al centro del fotogramma anche se alla prima vista puo’ sembrare,ma ti assicuro che c’e piu’ mare che cielo,almeno nel file originale….
    Con questo scatto volevo dare una sensazione di tranquillita’ e di pacatezza dopo l’estate e pure un senzo di abbandono dato che c’e’ la rete di pallavvolo abbandonata a se stessa….
    Comunque ti ringrazio per il commento….

  3. ciò che intendeva antonino è che non è stata rispettata la regola dei terzi, poi che la divisione fra mare e cielo non sia proprio al centro è relativo….a me piace cmq anche xkè il cielo Meritava.
    Sarebbe stato da fare diversi scatti con diverse inquadrature.

  4. Valerio scrive:

    Non c’era la possibilita di fare inquadrature diverse….
    Le regole sono fatte anche per non essere rispettate…
    Comunque nel mio precedente intervento ho spiegato la scelta di porre l’orizzonte quasi a meta’ fotogramma…

  5. Enrico Maddalena scrive:

    Le regole servono per chi non si sa regolare… diceva il tenente che ci teneva le lezioni sul regolamento militare.

    A volte, dividere esattamente a metà l’immagine con l’orizzonte, può essere funzionale ad un discorso, come per esempio contrapporre due realtà come cielo e mare dando loro uguale peso. Confesso che nutro una certa idiosincrasia per le regole e soprattutto per l’abusata regola dei terzi, proprio perchè non si può ridurre l’espressività e l’arte a formule matematiche (e sono un cultore della matematica).
    Se il fine espressivo è stato raggiunto o meno nell’immagine, è altro discorso.
    Un saluto
    Enrico

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Non intendevo affermare che bisogna “sempre” rispettare la regola dei terzi, o altre regole; ma che in questo caso sarebbe stato preferibile usarla. E’ il mio punto di vista.
    Oltretutto, dire a me, che sono contrario all’uso “non critico” delle regole, significa non aver letto nessuno dei miei commenti, inseriti in più di un anno di post. Di regola, sono contrario alle regole seguite senza criterio e senza consapevolezza.

    @Enrico Maddalena
    “Le regole servono per chi non si sa regolare…”

    E’ proprio così. Ma derogare dalle regole significa avere la capacità di …crearne delle altre; più idonee al singolo caso, magari più sofisticate, ma logiche.
    Per quanto certe opere (mi riferisco anche a quelle pittoriche) sembrino esenti da regole, esse seguono un filo logico estetico, o una logicità creativa.
    Il matto sembra comporre a caso, senza logica; ma lo psicologo o lo psichiatra decodificano nelle sue opere la sua pazzia o le sue nevrosi.
    Quindi, non si rispettino le regole; ma con una logica estetica.
    La fotografia comunica col simbolismo; ogni particolare, ogni scelta tecnica, sono finalizzate ad un preciso fine creativo.

  7. Antonino Tutolo scrive:

    A volte, dividere in due un’immagine perfettamente al centro, significa non aver avuto il coraggio di fare una scelta precisa, incisiva.

  8. Enrico Maddalena scrive:

    Antonino, la mia non era una critica a te ed al tuo post.
    Tu hai espresso una tua visione ed hai dato dei consigli, secondo il tuo punto di vista, più che legittimi.
    Io ho espresso la mia stanchezza a sentire, non solo qui, ma in altri ambiti, il continuo riferimento alla regola dei terzi.
    Quello che conta, e che certo condividi poichè credo di conoscere il tuo pensiero avendo letto gli altri tuoi post, è costruire una immagine componendola in maniera che l’insieme possa esprimere con chiarezza ed efficacia un concetto, un sentimento, un messaggio preciso, evitando immagini dovute al caso e frutto di uno scatto non ragionato. Le regole vanno conosciute come la tecnica, ma vanno superate. Peggio delle regole che conducono, ove pedissequamente rispettate, a foto tutte eguali, leggo spesso richieste, di fronte ad una bella foto, sul tipo di macchina, di obiettivo, di dati exif, come se la riuscita dell’immagine dipendesse da tutto ciò.
    A me che fin da ragazzo mi dedico al disegno a matita ed all’acquerello, nessuno ha mai chiesto che marca di matita uso o che pennello :-) .
    Ed anche qui faccio un discorso generale senza riferimenti all’immagine specifica.
    Il discorso sulle regole, sulla composizione, sulla fotografia in generale è oltremodo interessante, ma purtroppo non può essere sviluppato in questo blog che ha degli spazi limitati. Sarebbe bello incontrarsi e chiacchierare di tutto questo.
    Un saluto
    Enrico

  9. Antonino Tutolo scrive:

    Mi scuso per la mia incombenza sul blog. Ma credo si stia trattando un argomento significativo.

    Vorrei sapere perché, visto che le regole si possono derogare, in tutte le immagini in cui è presente l’acqua, è sempre raccomandato che l’acqua fili nel mosso come bambagia nel presepe (una cascata, un fiume, la risacca del mare).
    Questa è una tecnica che in origine aveva un preciso valore simbolico di idealità romantica e idilliaca.
    Ma ora è ripetuta, acriticamente, anche in immagini realistiche, astratte, ecc.; dove questo particolare simbolismo idealizzato cozza con il presupposto del realismo.

    Non voglio imporre il mio punto di vista, ma vorrei far comprendere il mio punto di vista estetico.
    Le regole dell’estetica affermano che ogni linea che divide in due un’immagine, senza interruzioni, la spezza in due immagini distinte. Questa divisione, (quasi) precisa, in due metà si accentua nel contrasto luminoso e cromatico delle due parti di pari estensione superficiale.
    Una diversa divisione verticale (1/3, 1/4, ecc.) diminuirebbe l’incombenza di questo effetto estetico.

  10. Carla Pellegrini scrive:

    Per anni ho sentito ripetere che l’orizzonte al centro rendeva la fotografia troppo statica, ora Antonino mi vuole instillare il dubbio che l’effetto mosso dell’acqua si anch’esso deleterio ……
    Io trovo questa immagine molto interessante, l’orizzonte che taglia in due l’immagine viene percepito ai miei occhi come l’unica ancora di equilibrio in un immagine in cui il movimento la fa da padrone … il tutto senza l’elemento umano inquadrato in scena.
    Bravo Valerio!

  11. Enrico Maddalena scrive:

    Quello che intendo cerco di esprimerlo con un esempio (spero di non far pasticci; se dovesse apparire tutta la pagina, l’immagine è l’ultima in basso. E’ solo un sito di appoggio):

    http://www.enricomaddalena.it/altro/lombardi.JPG

    Nell’immagine di Enzo Lombardi la linea dell’orizzonte taglia il quadro esattamente a metà, contro la regola dei terzi. La lunga staccionata sembra un confine posto a separare il cielo dalla terra. E’ proprio violando la regola che l’immagine esprime mirabilmente il pensiero dell’autore. Ciò che conta è, a mio avviso, fare le scelte giuste che aiutino ad esprimere il proprio modo di vedere. La disposizione di un elemento in un punto all’interno del quadro ne condiziona fortemente il significato, anche in relazione al nostro verso di lettura (da sinistra a destra e dall’alto in basso). Si consiglia di non porre un elemento proprio al centro. In certi casi quella può invece essere la scelta giusta.
    Quando osservo una immagine (o una serie di immagini, sono un lettore di portfoli), cerco di non farmi influenzare dai miei gusti e dal mio modo di vedere. Cerco di capire cosa voleva esprimere l’autore e vedo se il “linguaggio” usato è funzionale a quel fine.

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Enrico Maddalena
    Condivido l’eludibilità del rigore delle regole.
    Alcune regole estetiche sono legate al gusto del tempo (segmento aureo, filosità dell’acqua, ecc.), altre sono dettate dal modo in cui l’occhio legge un’immagine piana. I trattati: “Punto linea superficie” di Kandinsky e quelli della “Teoria dei colori” precisano le implicazioni che nascono e persistono nei rapporti tra punti, linee e superfici; rappresentazione dei piani prospettici, tridimensionalità espressa tramite modellato, rapporti tra masse e tra colori, implicazioni fisico-psicologiche dei colori.
    Quelle fisiche e psicologiche sono regole imprescindibili. La mente decodifica l’immagine in quel modo. C’è poco da fare. Si può solo utilizzare quei fenomeni ottici per ottenere risultati creativi.
    Fontana ed altri grandi fotografi moderni hanno ignorato molte delle regole compositive.

    Nella foto Lombardi.jpg l’effetto è prevalentemente estetico. La linea di demarcazione tra le due metà (la staccionata) è bidimensionale, presenta segmenti verticali e punte in alto ed in basso che mettono in relazione le due metà delle immagini, rompendo la rigidità della divisione.
    Lo sfondo serve a mettere in risalto la staccionata.
    Ma, in un’immagine che descrivere il contenuto delle due metà, non la loro divisione, il discorso cambia.

  13. Antonino Tutolo scrive:

    @Carla Pellegrini
    “Antonino mi vuole instillare il dubbio che l’effetto mosso dell’acqua si anch’esso deleterio”

    Visto che si parla tanto della fotografia “del reale”, coi tuoi occhi, in natura, in una fontana, hai mai osservato quell’effetto grafico filato?
    Non esiste!
    Quella è una tecnica utilizzata, per la prima volta non si sa da chi, per ottenere un paesaggio idilliaco.
    E’ una tecnica futurista.
    Ma se la fotografia dei Bragaglia (tutta giocata sulla fluidificazione delle figure, nel mosso) è da sempre ritenuta “spuria” (e all’inizio anche rifiutata dal futurismo stesso, poi accettata) perché essa è divenuta regola imprescindibile per i fotografi del “realismo” storico?
    E’ uno delle tante contraddizioni conseguenti ai pregiudizi fotografici; a soluzioni tecniche adottate senza consapevolezza.
    Io non mi faccio influenzare dalle regole; bado al significato, alla coerenza espressiva tra significati ed interpretazione estetica.
    Ma rilevo quando tali regole sono inconcludenti, oppure quando è incoerente e perfino controproducente la loro inosservanza.

  14. va bene cosi valerio, bellissima foto

  15. Valerio Musi scrive:

    Dato che la discussione a mio avviso ha preso la strada sbagliata dato che tutti parlate di regole e non regole mettendo in secondo piano la foto,credo sia più propenso parlare della stessa….
    Spero di essere riuscito a trasmettere ciò che ho già spiagato nel mio intervento precedente….

  16. Antonino Tutolo scrive:

    @Valerio Musi
    “Dato che la discussione a mio avviso ha preso la strada sbagliata dato che tutti parlate di regole e non regole mettendo in secondo piano la foto”

    Mi sembra che della foto si sia parlato ampiamente. Se c’é qualcun altro che vuol farlo, nessuno glielo impedisce.
    I discorsi “su regole e non regole” appartengono anch’essi alla “strada” della fotografia e sono molto importanti, perché ne illuminano la direzione.

  17. CHIARA BARAGATTI scrive:

    questa immagine mi piace molto.
    La natura fa da padrona: il mare sempre vivo , nonostante la fine della stagione estiva, il cielo sovrano e all’orizzonte la terra ed uno scoglio.
    questa fotografia mi piace nella composizione e piu’ la osservo e piu’ mi fa rivivere quelle emozioni di chi, come me, abita in una cittadina di mare e puo’ godere di questi momenti di tranquillità a contatto con la natura..in silenzio ascoltando il rumore del mare. una sensazione meravigliosa, dettata anche dalla tonalità dei colori.

  18. Domenico Brizio scrive:

    La fotografia risente dell’incertezza dei due elementi geometrici che la pungono dal lato inferiore, rompono il mare, e proseguendo attentano al cielo.
    Questo non significa che innalzandosi con la mente sopra ogni cosa qui visibile e assaporando il tutto con animo diverso, si possa ritenere felice ‘anche’ l’inquadratura. Il cielo, per la verità, un po’ si lascia andare…

  19. Domenico Brizio scrive:

    Ho postato il precedente commento vedendo solo l’immagine sino al livello della prima onda sotto l’orizzonte! Qualche misterioso problema è avvenuto…
    Ora la vedo la fotografia nella sua estensione verticale.
    Naturalmente non vedo più i due elementi geometrici e vedo ampiamente ogni ‘traccia’ di schiuma sino ai quei due sassolini in basso a destra.
    Per contrasto il cielo mi appare più scuro e l’inquadratura ora è di garbo.
    La rete di pallavolo è sempre, anche completa, un elemento chi mi fa pensare: non ha il protagonismo di un soggetto e ruba il respiro al mio osservare.

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