Macrì Detoni – Trieste – Lampioni a Miramare

Trieste - Lampioni a Miramare

Dopo una giornata di pioggia mi sono trovata davanti a questo riflesso in una pozzanghera, ho capito subito che ne sarebbe nata una foto perlomeno interessante.

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Comments (6)

 

  1. Marco Furio Perini scrive:

    Mi attrae per le tonalità dei colori e della luce, un po’ meno per il ribaltamento dell’immagine a testa in giù, ma questo è un mio limite generalizzato e non rivolto in particolare alla tua foto.
    Permettimi invece di formulare una piccola perplessità su quanto dici nell’about, ovvero “ho capito subito che ne sarebbe nata una foto perlomeno interessante”. Attenzione, il concetto di “interesse” (così come quello di bellezza, di fascinazione eccetera) di un’immagine è per sua natura di appannaggio assai più del “pubblico”, di chi la fruisce e la osserva, che non dell’autore. Questo perchè, a mio modestissimo avviso, il ciclo creativo di un’opera (non solo fotografica ovviamente) si conclude solo dopo che ha raggiunto la sua naturale destinazione, ovvero un “pubblico”, piccolo o grande che sia. Compito primario dell’autore è invece quello di infondere alla sua opera nel corso della creazione proprio quei risultati di “interesse” o “fascinazione” che il pubblico si aspetta; risultati che, se saranno raggiunti, solo allora daranno un senso compiuto al tutto e potranno far dire all’autore “avevo visto giusto…”.
    Detto questo, trovo l’immagine interessante e fascinosa :-) ) Ciao.

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Come giustamente scrive Marco Furio perini, “compito primario dell’autore è invece quello di infondere alla sua opera nel corso della creazione proprio quei risultati di “interesse” o “fascinazione..”

    L’autore deve lasciare al lettore un ambito molto ristretto di interpretazione. Volendo fare un paragone con la letterattura, lo scrittore compone frasi logiche e estremamente significative, senza divagazioni..

    La foto, così come composta, è poco comprensibile; naviga tra Scilla e Cariddi, tra il reale e l’immaginario, con poca forza espressiva.
    Io avrei preferito un taglio verticale; partendo dal terzo orizzontale sinistro in alto e allargando verso il basso a sinistra, fino ad incontrare il lato inferiore. In questo modo i tre lampioni risaltano come soggetti principali, con un andamento decrescente in altezza verso la profondità, senza disperdersi in un mare di colore e disturbi eccessivi e privi di significato.

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Scusate l’errore:

    “Io avrei preferito un taglio verticale; partendo dal terzo orizzontale sinistro in alto e allargando verso il basso a DESTRA”

  4. Antonio Esposito scrive:

    Condivido pienamente il concetto di “interesse” espresso da Marco Furio Perini. Raggiungere questo obiettivo, da veramente grandi soddisfazioni.
    Condivido anche i suggerimenti di inquadratura espressi da Antonino Tutolo.
    Ho letto, altrove, anche che ci sono fotografie che:
    si trovano fatte o fattibili; si cercano; si impongono
    con imperio; si odiano; ci affascinano;
    si ricordano; non vorremmo aver mai fatte;
    vorremmo portarci sempre in tasca;
    ci procurano invidia; ci mettono allegria.
    Domando all’ autore: a quale di queste categorie appartiene la tua foto ?

  5. Macrì Detoni scrive:

    Sono le foto che trovano me, e quello che continuo a provare è soprattutto stupore. Si, provo anche allegria, serenità. Mi emoziono, mi chiedo che cosa ne verrà fuori.
    Sono queste le sensazioni che amo e che mi fanno portare da sempre la macchina fotografica in borsetta.
    Comunque, grazie a tutti!

  6. Domenico Brizio scrive:

    “Compito primario dell’autore è invece quello di infondere alla sua opera nel corso della creazione proprio quei risultati di “interesse” o “fascinazione” che il pubblico si aspetta”
    Opinione per opinione: se così fosse addio Fotografia; se fotografassimo esclusivamente per un pubblico addio al fascino della creatività: un pubblico, indistinto o ‘educato’ che sia, avrebbe fatto nell’immendiato falò di opere d’arte rivelatesi con il tempo vere opere dell’ingenio umano, non di un pubblico!

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