Candido Baldacchino – Torino – Paesaggio Marino

413 Candido Baldacchinosea landscape 16

Spiaggia di Sète (Francia).

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Comments (9)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Foro stenopeico?
    Da un punto di vista compositivo, la vignettatura notevole che incornicia l’immagine, oltre a farla apparire più luminosa per contrasto, evoca un senso di lontananza.
    Nelle immagini “normali”, l’osservatore si sente “dentro” la scena. In questo caso ci si sente come dentro un altro ambiente (non necessariamente fisico) ad osservare un qualcosa di irraggiungibile di cui non possiamo essere attori ma solo i desiderosi osservatori di un sogno.
    La vignettatura non è simmetrica e in alto ed a destra si percepisce netto il bordino dela zona coperta in esposizione. Ma mi sta bene così. L’autore ha evidentemente voluto evidenziare il supporto fisico dell’immagine, cosa che ci allontana ancora di più dal referente.
    Un saluto
    Enrico Maddalena

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Quasi due secoli di Storia della fotografia… e ripetiamo ancora le foto degli inizi !
    Ma la fotografia non dovrebbe essere “creativa” ?

  3. giovanni firmani scrive:

    Preferisci le processioni del cristo morto, i cortei storici, i bambini dell’Africa…. ?

  4. Ezio Turus scrive:

    Ho avuto la fortuna di ospitare proprio fino all’altro ieri le foto di Baldacchino nella nostra sala espositiva e devo dire che la resa dal vero delle stampe è dabbero notevole. Un’atmosfera che qui si perde un po’, ma che è palpabile, come l’energia della luce che scava negli anfratti bui della pellicola e della nostra mente.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    @Giovanni Firmani
    “Preferisci le processioni del cristo morto, i cortei storici, i bambini dell’Africa…. ?”

    Se sono foto originali, certamente.
    Non è il soggetto che mi fa pregiudizio.
    Non amo la minestra riscaldata.

  6. Candido Baldacchino scrive:

    Per Antonino Tutolo.
    De gustibus.Ma che minestra riscaldata.Compera una Holga e prova a fare un pò di fotografie con questo apparecchio……
    Candido:-)

  7. Attilio Lauria scrive:

    Ho avuto anch’io il privilegio di poter ospitare una mostra di Candido Baldacchino, qualche anno fa, e credo che sia uno degli Autori più interessanti che io abbia conosciuto. E ciò che più stimola in Baldacchino, avendo presente il suo percorso fotografico, è proprio la sua curiosità, la voglia di sperimentare, la sua capacità di porsi sempre delle nuove sfide. Quanto a questa foto, che straordinaria delicatezza intimista, che bello poter ancora parlare sottovoce dei nostri sentimenti, condividere l’emozione di un’onda lunga su una battigia… che emozione poter vedere quel ‘qualcosa di irragiungibile’

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Candido Baldacchino
    “Compera una Holga e prova a fare un pò di fotografie con questo apparecchio……”

    Un po’ come dire: “compera una topolino e prova ad arrivare a New York … !

    Certamente non criticavo il mezzo tecnico quanto l’originalità dell’idea creativa.
    Non puoi negare che questa tipologia d’immagine richiama palesemente la tipologia, il pensiero creativo e la tecnica limitata delle prime foto di Niepce e Talbot, agli albori della storia artistica della fotografia.
    Apprezzo senza dubbio il voler ripercorrere i primi sentieri fotografici; ma dal punto di vista artistico ed espressivo, è come cercare di imitare, pittoricamente, i graffiti dell’uomo delle caverne.

    Certamente nella tua foto c’é un pathos che rispecchia la filosofia della vita e la tecnica di “quell’epoca”; figlie di quella storia, di quelle esigenze sociali e culturali di vita.
    In un campo dell’arte che cerca nuove vie espressive, che caratterizzino nuove epoche storiche e culturali, ripetere le opere fotografiche, anche sublimi, del passato, vuol dire imitare un pensiero demodée, i cui stimoli culturali sono ormai caduti, perché non rispondenti agli attuali bisogni interiori e sociali.
    E’ un po’ come presentarsi ad un concorso con la penna di tacchino ed il calamaio.
    Quindi la mia non è una critica alla validità dell’opera ed alla bravura tecnica, “che considero storicamente validissime, se esaminate nel loro tempo”, quanto all’attualità, all’originalità del pensiero, soprattutto creativo.

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