Roberto Depratti – Castellarano (RE) – Un autunno … in toni di grigio

415 Depratti Roberto autunno

Vi propongo una “Trasparenza” di un autunno visto in modo diverso ….

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Comments (22)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    L’idea è buona.
    Avrei inquadrato leggermente più verso sinistra.
    Le punte (quella della foglia di sinistra) vogliono “respiro”, mentre la superficie nera, a destra, è eccessiva.
    Avrei sottoesposto in ripresa per evitare i bianchi sparati. C’é ovviamente un contrasto eccessivo, dovuto al controluce, che mette troppo in evidenza le altissime luci rispetto al resto dell’immagine. Quindi avrei cercato di regolare i toni intermedi in post.

    Propongo una interpretazione personale, ottenuta con CS4, ovviamente non dal RAW:

    BASE:
    Esposizione -2,45
    Recupero 22
    Luce di schiarita 73

    Curva di viraggio (regolazione dei toni di grigio):
    Luci 0
    Colori chiari +24
    Colori scuri +11
    Ombre 0

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Ovviamente gli stessi risultati si potevano ottenere in camera oscura.

  3. Roberto Depratti scrive:

    …trasperenza ….cercavo ciò attraverso una lettura esposimetrica cercando di gestire le varie zone che intervenivano nell’immagine. Ovviamente il fulcro risiede nelle foglie illuminate. Il risultato francamente a me non dispiace ma magari sono troppo coinvolto, pertanto accetto di buon grado tutti i suggerimenti di chi come Antonino si presta ad intervenire. Ho scattato con Canon F1 con 85 mm fisso – pellicola Il Ford 400 iso con successione scansione del fotogramma.
    Grazie dell’attenzione.

  4. Gioacchino Castellani scrive:

    Nell’analogico quando c’è un contrasto eccessivo del soggetto bisogna sovraesporre in ripresa e sottosviluppare la pellicola (oltre all’uso di una pellicola ad alta sensibilità) in modo da registrare il più possibile i bianchi. Il grado di contrasto va misurato prima dello scatto in modo da sapere in anticipo se l’intervallo delle tonalità del soggetto rientra nella latitudine di posa della pellicola oppure no. Nel caso del digitale la capacità di registrazione del sensore è più o meno la stessa della pellicola in bianconero (esempio della Tmax 400 della Kodak), circa sei stop e mezzo di differenza.
    In qussto caso l’eccessivo contrasto del soggetto non permette una riproduzione ideale della scala tonale.

  5. Roberto Depratti scrive:

    Non sono d’accordo con Gioacchino, ne rispetto l’intervento, anzi lo ringrazio al riguardo. Stiamo parlando di un controluce ….la resa tonale c’è anzi è ben salvaguardata nei limiti del possibile cercando di dare massimo interesse sulla ramificazione delle alte luci rispetto alla restante trama delle foglie ……

  6. Domenico Brizio scrive:

    Non una parola dei commenti soprastanti all’emozione suscitata dalla fotografia: la sento avulsa, non terrestre mentre terrestri sono le foglie, anzi poi diventano tramiti per l’infinito:’le estreme leggere propaggini con cui gli alberi toccano il cielo’. la tecnica da sola non basta, imho.

  7. Loris Sartini scrive:

    Heilà Domenico, ben tornato.
    Sono daccordo, ultimamente l’aspetto tecnico sta prendendo il sopravvento, spero si torni presto a parlare anche delle sensazioni generate dalle fotografie.
    LS

  8. Roberto Depratti scrive:

    “Autunno ….in toni di grigio” ….bene oltre la tecnica, la ricerca mirava e …mira (dato che proseguo in tale direzione) a descrivere ciò che a colori risulterebbe troppo scontato. Ovviamente imho.
    Massimo rispetto per ogni tipo di intervento; ognuno risulterà utile in chiave di analisi e riflessione.
    Grazie ancora ….

  9. Domenico Brizio scrive:

    @ Autore: “descrivere ciò che a colori risulterebbe troppo scontato”.

    Davanti a questa immagine immediatamante il mio cervello ha cercato di colorarla a memoria, credo una risposta naturale al ‘bisogno’ di comprendere e comprendersi (vediamo a colori e dal colore attingiamo informazioni, più informazioni!).
    Ma ha trovato una difficoltà, come se non riuscisse ad attribuire proporzionalmente ad ogni tono b/n un colore, il colore atteso, nella norma. E ho pensato ad una ‘staratura’ conferita da un software e non da un fotografo.
    Semplicemente una domanda: davvero la natura è ‘scontata’ e ha bisogno di un abbellimento imposto?
    E’ naturale che la ricerca sia da proseguire.

  10. Gioacchino Castellani scrive:

    Le sensazioni che una fotografia trasmette sono sempre legate alla tecnica che se usata con maestria ne esalta le qualità. Tecnica, espressività e composizione sono fattori legati insieme da un filo comune. Se uno solo di questi elementi risulta deficitario l’immagine, come in questo caso, ne risente in mniera evidente.

  11. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “.. davvero la natura è ’scontata’ e ha bisogno di un abbellimento imposto?”

    Innanzi tutto ben risentito e auguri posticipati.

    Non si tratta di abbellire, quanto piuttosto di interpretare, con l’inquadratura, con la messa a fuoco, con le varie tecniche. Il fotografo è un “visionario”, nel senso che ha una visione, un’idea creativa ed usa il soggetto e la tecnica per esprimere questa visione singolare, soggettiva.
    Questa è la differenza tra la fotografia della bella documentazione e quella artistica, che può anche essere non “bella”, ma solo significativa, come nel caso di scene di guerra, ecc. (Salgado, Capa).

    @Loris Santini
    “l’aspetto tecnico sta prendendo il sopravvento, ..”

    C’è chi si lamenta della tecnica e vuole concetti, chi si lamenta dei concetti e vuole commenti tecnici. Ci sono foto che stimolano commenti tecnici, altre quelle sui contenuti. Non dimentichiamo che la tecnica è lo strumento espressivo della fotografia, come le parole sono quello della poesia.
    I concetti in fotografia si esprimono tramite parole, simboli, chiaroscuri, generando atmosfere, particolari effetti estetici.
    Sul blog si dovrebbe poter parlare liberamente di “tutto” ciò che “fa fotografia”, secondo il proprio sentire quella specifica immagine.

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Loris

    Nel mio primo commento ho parlato di una diversa inquadratura, di respiro delle “punte”. Questi sono concetti astratti, che derivano dalla percezione, dalla sensibilità.
    Ognuno di noi ha la sua sensibilità. Questo è il motivo per cui lo stesso soggetto può essere interpretato, da ciascuno, in modo diverso e personale.
    Per alcuni una foglia è solo un qualcosa di reale, per altri può assumere significati simbolici più complessi.
    Il modo di rappresentarla tramite la tecnica fa la differenza.

  13. Roberto Depratti scrive:

    ….condivido l’ultimo intervento di Antonino Tutolo ….
    Inoltre approfitto per risegnalare che lo scatto eseguito e proposto non deriva da alcuna manipolazione o trasformazione tramite software ….. Lo scatto è stato eseguito con pellicola ….
    Grazie ancora per gli interventi, soprattutto per la varietà dei medesimi nei loro contenuti. I concetti sono chiari, ben dettagliati; spero sia così anche per ciò che il sottoscritto ha provato ad argomentare senza avere la pretesa di convincere chi recepisce altre sensazioni o informazioni.
    Alla prossima, aspettando altri amici qui o nei prossimi post …..

  14. Domenico Brizio scrive:

    @ Autore: “o scatto eseguito e proposto non deriva da alcuna manipolazione o trasformazione tramite software ….. Lo scatto è stato eseguito con pellicola”

    Anche se lo scatto è stato eseguito con pellicola per arrivare qui è passato attaverso diversi software che di loro ci hanno messo qualcosa, ad ‘insaputa’ dell’autore… Penso al software dello scanner, della scheda grafica, al programma gestionale dell’immagine, al software del browser internet… sono in continua lotta con questi ‘personaggi’ silenziosi ma manipolatori…

  15. Enrico Maddalena scrive:

    Caro Domenico,
    ma anche la fotografia esclusivamente analogica distorce la realtà. L’obiettivo ci mette del suo, come il diaframma ed il tempo di posa, per non parlare del tipo di pellicola, dello sviluppo e delle modalità con cui è stato condotto, delle deformazioni dovute all’ingranditore (obiettivo, tipo di luce ecc) del processo di stampa.
    Un saluto
    Enrico

  16. Domenico Brizio scrive:

    @ E. Maddalena: “anche la fotografia esclusivamente analogica distorce la realtà”

    No, questo non l’ho scritto ma era sottinteso perchè dalle parole dell’autore mi sembrava una chiamata di purezza quella scritta a proposito della pellicola, del coinvolgimento digitale, ecc…
    Personalmente ‘lotto’ per ottenere una Natura non manipolata, ma spesso soccombo alla complessità dei problemi che mi offrono i materiali, spontaneamente, ahimè.

  17. Enrico Maddalena scrive:

    Hai ragione, però se pensi che anche i nostri occhi vedono la realtà in un certo modo, la distorcono (pensa alla distorsione prospettica che è comunque una distorsione) e soprattutto la nostra mente la distorce, ti rendi conto che noi non vediamo che delle apparenze…
    A quel punto le distorsioni ottiche e digitali divengono poca cosa ;-)

  18. Enrico Maddalena scrive:

    P.S.
    Quello che conta veramente è riuscire a raccontare non la realtà, ma il nostro modo di percepirla e le nostre emozioni di fronte a ciò che riusciamo a vedere. E qui il digitale con gli interventi che ci permette potrebbe essere un aiuto e non un ostacolo.

  19. Fabio Panzavolta scrive:

    Per me è una bella foto che esalta l’ottima capacità visiva e sensibilità dell’autore.
    Il problema a mio modesto avviso non è ciò che sta a dietro l’immagine(ovvero i vari passaggi per ottenerla), ma ciò che l’immagine suscita in noi così come viene proposta.
    Complimenti all’autore

    Fabio Panzavolta

  20. Roberto Depratti scrive:

    Ringrazio tutti per gli ulteriori interventi …..
    Nasco, fotograficamente parlando, con la pellicola e con tutto ciò che ne è derivato. Oggi la mia fotografia è condivisione di due tecnologie che corrono in parallelo ….almeno con me corrono in parallelo, scattando sia a pellicola che in digitale. In verità su 200 foto 2/3 sono in digitale …la sfida era cercare di raggiungere effetti simili, cercando di intervenire in pp il meno possibile. Ma questo per mia impostazione e mio divertimento …..proseguiamo …..

  21. Antonino Tutolo scrive:

    @Roberto Depratti

    Condivido il principio di base del “negativo perfetto”, ma la fotografia è nata in “camera oscura” e in essa si è sviluppata. Quindi la “camera chiara” non è lo scandalo che qualcuno afferma.
    Ci sono tecniche storiche di ripresa che richiedono un’esposizione in ripresa non “perfetta”, prevedendo opportune correzioni in post (chiave alta, chiave bassa, negativi morbidi o molto contrastati, ecc.) per effetti speciali.
    Sul sito di Fotoit, nella storia delle “Avanguardie poetiche” degli inizi del secolo scorso:
    http://nuovo.fotoit.it/php/index2.php?rif=44
    puoi riscontrare che i grandi maestri della fotografia, universalmente riconosciuti come tali, hanno utilizzato le stesse tecniche di camera oscura (montaggi, viraggi, mossi, alterazioni cromatiche, ecc.,) per ottenere particolari effetti creativi (Man Ray, ecc.).

    La regola ha validità generale, ma non categorica.
    Il negativo perfetto è auspicabile soprattutto nel reportage, ma anche per questo si ricorre alla fine art, che parte da un negativo “normale” per ottenere, con un pesante trattamento in post, una artificiale resa dei toni.
    La fotografia “creativa” moderna parte da una concezione dell’arte completamente diversa da quella di cento anni fa, con la necessità di creare atmosfere, situazioni e stati d’animo molto più complessi e tecnicamente sofisticati.

  22. Roberto Depratti scrive:

    …..condivido il tuo pensiero Antonino ….

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