Paola Ebasta – Viareggio (LU) – Le sfumature di una rosa

427 Paola Ebasta Sfumature di una rosa

la fantasia..nei colori di una rosa..

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Comments (21)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Ciao Paola,
    non volermene, ma sono per natura sincero e credo che le critiche oggettive facciano crescere più delle lodi sperticate.
    L’effetto è frutto di un filtro di Photoshop ed il colore che vorrebbe evidenziare la rosa da tutto il resto è messo con molta approssimazione visto che non segue il contorno del fiore. Dovresti usare i livelli e le maschere di livello per lavorare in maniera precisa.
    In ogni caso, certe elaborazioni non mi prendono perché non dicono nulla oltre ad un effetto inconsueto che entusiasma solo chi è alle prime armi con i programmi di fotoritocco.
    Se si entra nel campo delle elaborazioni spinte, si sconfina in un territorio che è proprio della pittura, ove il pennello riesce a dire di più e meglio degli algoritmi informatici.
    Con simpatia
    Enrico Maddalena

  2. Antonio Perrone scrive:

    forse una semplice foto senza nessun fotoritocco sarebbe stato meglio… alle volte vogliamo strafare con l’elaborazione e roviniamo delle belle foto

    un saluto
    Antonio

  3. Paola Ebasta scrive:

    premetto ke nn c’entra photoshop…!in effetti il ritocco è ovvio c’è stato…ma nn nel senso “pesante” del termine,nn ho sconvolto quindi le forme del soggetto…ma ho soltanto voluto dare alla rosa quel contorno che la faceva un pò più mia.. come
    l’approssimazione del colore nel bocciolo sfiorito,volutamente cercata..

  4. Antonino Tutolo scrive:

    L’immagine copre tutto il video, non riesco a vederla tutta.

    Gentile sig.ra Paola, anche Fontana e tantissimi altri grandi fotografi internazionali, americani, giapponesi, cechi, francesi, australiani, ecc., fotografano come lei e le loro opere sono esposte nelle gallerie dei più grandi musei fotografici del mondo.
    Solo in Italia (per fortuna solo qui da noi) non sono considerati fotografi.
    Da noi i fotografi sono solo gli eredi di Cartier Bresson, la cui fotografia dell’attimo fuggente segue le concezioni dell’attimalità impressionista del periodo fine ’800 ed inizio del secolo ’900.
    Gia i fratelli Bragaglia, nel 1910, in epoca futurista erano considerati eretici per il loro mosso, e solo per poco sono sfuggiti al rogo, per ordine della fotografia ufficiale.

    Quindi può sentirsi in nutrita ed esemplare compagnia.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    D’altra parte anche il grande maestro Giacomelli ha fotografato in modo astratto (campi arati, ecc.).
    Inoltre nel sito di Fotoit c’é la storia delle Avanguardie poetiche (fotografiche) italiane.
    Io l’ho letto.
    Mi pare che il “momento decisivo”, il realismo non siano presente in nessuna delle opere di questi grandissimi maestri. Che non sono considerati pittori, ma fotografi.

  6. Mauro Marchetti scrive:

    Credo sia poco utile indorare la pillola, questa immagine sembra proprio essere uscita da un trattamento photoscioppico preconfezionato.
    Non è apprezzabile quindi la visione dell’autore quanto l’automatismo di un software preposto a questo genere di manipolazioni.
    Mauro

  7. Antonino Tutolo scrive:

    In questa immagine non c’é alcun “trattamento photoscioppico preconfezionato”.
    Per “preconfezionato” presumo che si voglia intendere le actions già programmate. Ma la disposizione del soggetto colorato non è preventivabile per una action.

    Si può ottenere lo stesso identico risultato in analogico. I fotografi della seconda metà dell’1800 coloravano i ritratti, i medaglioni, le ceramiche funebri.
    Quante cartoline postali degli anni 50-60 del secolo scorso erano ottenute colorando a mano una foto in B/N?
    Milioni di esemplari.
    Mi stupisce la mancata conoscenza della storia della fotografia ed il solito pregiudizio nei confronti di Photoshop.

    Per quanto riguarda la foto, anche se l’effetto estetico complessivo è deliziosamente gradevole, c’é un eccesso di macchie e linee bianche sullo sfondo che sottrae lo sguardo dal soggetto colorato. Uno sfondo più omogeneo ed una maggiore precisione sulla pennellata di rosa avrebbe consentito un migliore risultato.
    In ogni caso, complimenti all’autrice per l’idea.

  8. Mauro Marchetti scrive:

    Ho notato che il mio intervento è stato “moderato”
    Ci riprovo.
    Quello che voglio dire che ci sono almeno una decina di metodi automatici per raggiungere con il sw di fotoritocco il risultato raggiunto nello scatto proposto.
    Al di la di qualsiasi sterile polemica sull’uso della post produzione chimica o digitale che sia ci tengo a sottolineare come sia facile, anche se armati delle le piu’ buone intenzioni, scivolare nel banale, nel già visto.
    Ben venga qualsiasi intervento personale di modifica della realtà che rappresenti qualcosa di se e non qualcosa di preconfezionato o scopiazzato.
    Mi spiace che l’autrice abbia visto invadere il proprio spazio da questo genere di interventi, mi piacerebbe vedere altre cose.
    M
    M

  9. Antonino Tutolo scrive:

    Credo di aver esagerato col tono; avevo frainteso l’intervento. Mi scuso con Mauro Marchetti.

    Mi sembra molto difficile, nel panorama attuale, trovare qualcosa di originale. Gli schemi, le tecniche e i temi fotografici si riproducono ad libitum, come le formiche.

    Penso che la signora Paola cerchi di imparare una tecnica che le sembra consona al suo sentire.
    Le tecniche sono sempre le stesse, da quasi un paio di secoli. L’importante è usarle a proposito.
    Quindi un giudizio spassionato va bene, ma un po’ di comprensione l’aiuterebbe di più.

  10. Antonino Tutolo scrive:

    Gentile signora Paola, come giustamente diceva il collega Mauro Marchetti, la fotografia non è copiare una tecnica ed usarla dove capita (ma la dolcezza estetica che esprime la sua foto mi fa capire che non è il suo caso).
    L’idea, la tecnica, il gusto, la cretività devono fondersi in modo appropriato.
    Ma questo è un punto d’arrivo; non di partenza.
    L’attenzione a certi dettagli, la giusta composizione, ecc., aiutano a migliorarsi col tempo e con l’applicazione.
    Il punto di partenza (questa immagine), a mio avviso, mi pare avanzato dal punto di vista del gusto. Occorre solo migliorarsi. La libertà di fotografare come si ritiene più opportuno, soprattutto più rispondente alla propria sensibilità, è un punto importante da difendere; senza lasciarsi condizionare dal modo di vedere altrui.
    Le opinioni consentono di prendere consapevolezza, ma le decisioni sono sempre personali.

  11. Paola Ebasta scrive:

    Vi ringrazio…i commenti,i pareri,sono sempre utili…sia in positivo ke in negativo…anke se obiettivamente sono solo i secondi quelli ke aiutano a migliorare..

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Paola Ebasta
    “anke se obiettivamente sono solo i secondi quelli ke aiutano a migliorare..”

    I commenti sono importanti quando sono propositivi; quando aiutano a capire “il perché” una cosa può essere giusta o sbagliata.

    Il fotografo fa esperienza di tutto, impara le regole, ascolta i consigli, ma poi decide da sè, senza curarsi dell’opinione corrente. Altrimenti ci si ritrova tutti a fotografare allo stesso modo.
    Dopo il primo approccio teso ad acquisire le basi teoriche e tecniche, ciascuno fa il suo percorso in modo personale; formandosi un proprio gusto, un proprio stile, un proprio linguaggio tecnico dei colori, dei toni.
    In questo senso il commento di Mauro Marchetti è appropriato. Conviene prima acquisire delle solide basi tecniche generali, fotografando in modo “normale”, cercando di ottenere il famoso “negativo perfetto”, la migliore inquadratura, il taglio più incisivo, il controllo dei toni e dell’esposizione.
    Dopo si potranno acquisire le tecniche sofisticate e creative.
    Altrimenti si finisce col non avere un punto fermo, e si corre il rischio di usare tecniche non appropriate al caso specifico.
    Spesso recepiamo acriticamente dei principi che invece devono essere valutati individualmente, caso per caso.
    Nella fotografia moderna è consentito tutto; anche la mancata osservanza di alcune regole.
    Ma prima occorre conoscere le regole, in modo da non osservarle in modo consapevole.

  13. Paola Ebasta scrive:

    forse mi sono espressa inappropriatamente..nn volevo intendere ke i commenti negativi aiutano a crescere,ma sono quelli ke mi possono dare un imput,ke mi permettono di capire,e prendere visione di un qualcosa di sbagliato o impropriamente valutato.
    Ciò nn toglie ke ,se pur tenendo conto delle regole ke la fotografia comporta,sono 3 anni ke sono entrata in questo mondo fantastico,e i miei scatti sono su Fb,Flickr,Fotocommunity,Club fotografia…
    Quello ke i miei occhi vedono,è quello ke fotografo passa dal cervello,ma ancor prima dal cuore,xke sono io ke fotografo…
    sennò saremmo tutti dei cloni…
    Con stima Paola Ebasta

  14. se riuscissi a capire il perché forse riuscirei ad apprezzare questa cosa (foto o disegno poco mi interessa). Non ci riesco

  15. Paola Ebasta scrive:

    a risposta di Giovanni Firmani…Lei dice “foto o disegno poco mi interessa..” ..la mia domanda nasce spontanea…cosa le interessa capire?

  16. Antonino Tutolo scrive:

    @Paola Ebasta
    “Quello ke i miei occhi vedono,è quello ke fotografo passa dal cervello,ma ancor prima dal cuore,xke sono io ke fotografo…”

    La difficoltà è proprio nel riuscire a rendere sulla foto quello che gli occhi, ma soprattutto la mente vedono.
    E’ questo il senso della “critica”.
    E’ facile rimanere abbagliati dal soggetto, attribuirgli dei significati, ma non riuscire a comunicarli con la foto.

    Sperimentare delle tecniche è positivo. Ma bisogna applicarle quando è opportuno; quando rendono particolari sfumature dell’idea creativa

    La tecnica non può essere il valore unico e primario di una foto.
    E’ già difficile realizzare una foto classica ben fatta, lo è molto di più impiegare delle tecniche creative.
    Si è facilmente attratti dall’uso dall’effetto speciale, dalle distorsioni di un particolare obiettivo, dalle colorazioni accentuate da un filtro. Ma chi è un po’ esperto non si lascia entusiasmare dall’effetto speciale se il resto della foto non è allo stesso livello artistico.
    Questo è il senso del discorso.

  17. Paola Ebasta scrive:

    “Ma chi è un po’ esperto non si lascia entusiasmare dall’effetto speciale se il resto della foto non è allo stesso livello artistico.”…in cuor mio nn ho mai detto voglio entusiasmare con un effetto speciale chi è sicuramente più esperto di me.Ho postato una foto,e accetto le critiche. Cerco il confronto…nella critica costruttiva…

  18. Giovanni firmani scrive:

    Il perché di questa elaborazione, che non comprendo

  19. franca catellani scrive:

    Ogni creazione d’arte è un’insieme armonioso di elementi che riescono a coinvolgere e dialogare con il fruitore.
    Gli elementi di una fotografia sono la Luce, il soggetto, lo sfondo, la cromia, il concetto, etc

    In questa specifica foto la composizione adottata è asimmetrica la rosa si trova al centro e l’occhio è disturbato dall’insieme di alti e rialzi dello sfondo

    Distolgono lo sguardo dal soggetto –in una armoniosa composizione l’occhio guarda ma è il cervello che decide.
    Il concetto è che a nome della nostra cultura classica di bellezza dettata appunto dall’armonia .Il rosso che fuoriesce dai bordi della rosa per fondersi nello sfondo senza una ragione – mi porta confusione non è finalizzata ad una bellezza ideale che forse la tua ricerca voleva raggiungere

  20. Antonino Tutolo scrive:

    @Paola Ebasta
    “nn ho mai detto voglio entusiasmare con un effetto speciale chi è sicuramente più esperto di me.”

    Non intendevo riferirmi specificamente a te, ma all’uso che viene fatto correntemente delle tecniche fotografiche.
    Molti pensano, volevo mettere in evidenza e disilludere questa possibilità imitativa, che l’uso di una tecnica “sofisticata” possa rendere interessante quello che non è tale all’atto della ripresa.
    Una tecnica sofisticata richiede conoscenze e gusti altrettanto sofisticati.

    Ho parlato di “stupire con l’effetto speciale” perché qualcuno criticava l’uso delle tecniche.
    Ma contemporaneamente, in un post precedente, ho affermato che:
    “Il punto di partenza (questa immagine), a mio avviso, pare avanzato dal punto di vista del gusto. Occorre solo migliorarsi”.

  21. Paola Ebasta scrive:

    é ciò ke voglio fare…migliorare…x questo mi permetto di risponderVi..x cercare di capire..di afferrare..ciò ke i miei occhi da soli nn vedono…
    Grazie..

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