Domenico Brizio – Alba (CN) – Genitorialità

438 Domenico Brizio - Genitorialità

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Comments (9)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Ottima Domenico. Bella immagine pulita, ben composta, col tono scuro dei rami che rinforza il biancore delle chiome trasformate in merletti. Complice il cielo terso, poiché la presenza anche di una sola nuvola avrebbe rotto l’incanto.
    Il punto di ripresa e la prospettiva producono nell’immagine una gerarchia ed una relazione che non esiste nella realtà. Ma è questa la prerogativa del mezzo fotografico ed è questo il linguaggio della fotografia. La fotografia non è mai lo specchio della realtà quanto lo specchio dell’autore.
    Un saluto
    Enrico

  2. Loris Sartini scrive:

    Sposo la lettura di Enrico e mi congratulo con l’autore.
    L

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    le fotografie sui documenti di identità certificano, quindi esprimono la realtà della persona raffigurata, come in uno specchio, anzi meglio perché ne testimoniano anche il trascorrere del tempo

  4. Enrico Maddalena scrive:

    René Magritte: “ceci n’est pas une pipe”…

  5. Enrico Maddalena scrive:

    Alle origini la fotografia venne chiamata “specchio dotato di memoria”.
    La lastrina dagherrotipica, argentata, prima della sensibilizzazione e dello sviluppo ai vapori di mercurio era proprio simile ad uno specchio.

    “Impronta della realtà”, quasi un calco di essa.
    Talbot, in “The pencil of nature” parla della sua invenzione come “della natura che dipinge se stessa, senza bisogno della mano dell’artista”.

    Tutto questo è comprensibile perché i pionieri si trovavano di fronte a qualcosa di nuovo e straordinario, una immagine con un dettaglio che nessun dipinto o disegno fino ad allora erano riusciti ad ottenere.
    Poi si capì che quell’immagine “meccanica” era molto più di una fredda ed oggettiva riproduzione del reale.

    Ogni immagine è il risultato di infinite scelte tecniche ed espressive.
    “Scelte” che presuppongono una persona, una cultura, un modo di vedere il mondo. La fotografia è l’impronta, ma del suo autore.
    Il fotografo non è solo un artigiano capace di avviare una macchina che fa il suo lavoro da sola.

    Un pittore usa la matita ed il pennello. Non facciamoci ingannare dalla maggiore complessità di una fotocamera: è anch’essa solo uno strumento.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    C’é poco da fare; la fotografia, per qualcuno, è la riproduzione del reale.
    Sono stati scritti trattati sulla bugia fotografica:
    http://www.griseldaonline.it/percorsi/verita-e-immaginazione/smargiassi_print.htm

    Nei tribunali la fotografia non è più considerata una prova provante di per sé, ma solo se accompagnata da altre prove.
    Basta illuminare un viso con luce radente e il soggetto sembrerà più vecchio; con luce diffusa, più giovane.
    Basta inquadrarlo di fronte ed il nasone scompare…
    Lateralmente, scompaiono le orecchie a sventola..
    Basta usare una focale corta, frontalmente, ed il naso diviene enorme..
    Per non parlare della prospettiva.

    http://marcocrupifoto.blogspot.com/2009/01/tecnica-fotografica-la-prospettiva.html

    Un sito che mostra in modo esemplare la realtà documentata dalla fotografia:
    http://www.stranezze.eu/categorie/arte/larte-della-prospettiva-nella-fotografia/

  7. franca catellani scrive:

    Il titolo “Genitorialità “ subito mi ha spiazzata guardando la semplice immagine ,di due alberi ripreso da sotto esaltandone lo slancio verso l’alto , il candore bianco sul cielo azzurro . L’albero è un compagno silenzioso, umile, , presente con discrezione nelle nostre passeggiate, nel nostro stesso cercare ossigeno, aria e libertà., Esso ha accompagnato l’essere umano nella sua plurimillenaria esperienza e ne è stato compagno, specchio, simbolo, espressione di fecondità
    Quando è nata mia figlia ho piantato un ulivo nel giardino è cresciuto con lei, quando lo guardo mi commuovo –
    Secondo molti miti l’uomo discende dagli alberi, l’eroe è chiuso nell’albero materno, come Osiride.
    L’albero è ritenuto proiezione della personalità in crescita: la linea di sviluppo dal basso verso l’alto suggerisce vari significati: passaggio dall’inconscio (radici, origine, profondità) al conscio, aspirazioni, divenire, socialità ed estroversione verso l’alto.
    Sono convinta che la fotografia in questione non aveva bisogno di tutte le mie parole ma ho sentito la necessità di dirle

  8. Antonino Tutolo scrive:

    E’ una bella immagine. Esteticamente valido il contrasto tra il bianco delle foglie ed il celeste del cielo.
    E’ difficile mettere a fuoco i rami degli alberi, soprattutto se il vento li muove. Tuttavia penso che in questa immagine sia stato usato un diaframma non adeguato. Mi sbaglio, Domenico?

    Due osservazioni con valenza generale e senza alcun particolare riferimento a questa immagnine:

    1) Sicuro che il secondo albero sia più piccolo del primo (quindi figlio) e non sia la prospettiva a creare, con la lontananza) a rendere questo effetto illusorio?

    2) Ad un oggetto che appare più piccolo attribuiamo la “realtà” di “figlio”. Ogni elemento di un immagine è interpretato simbolicamente e culturalmente (piccolo=figlio).

    Questo dimostra che i nostri occhi sono facilmente ingannabili.

  9. Francesco scrive:

    Non la trovate banale?
    Due piante, certo ben composte e ben posizionate, ma banalmente due alberi. Secondo me l’autore si è limitato a isolare le due piante per avere una fotografia pulita ma credo che sia un metodo alquanto “pigro”.

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