Luigi Vegini – Valbrembo (BG) – Il mio giardino

440 Luigi Vegini Il mio giardino

Realizzata con Polaroid 600

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Comments (8)

 

  1. franca catellani scrive:

    Ecco una immagine di paesaggio che mi piace moltissimo , un paesaggio immateriale , delicate cromie leggere – toni pastello , un paesaggio creato dentro , intimo pieno di sensazioni bravissimo

  2. Ezio Turus scrive:

    Caro Luigi, ho bene in mente moltissimi dei tuoi meravigliosi lavori, tutti su temi analoghi, per cui vedere questa tua splendida opera non fa che confermare la tua già nota sensibilità poetica. vedrei benissimo questa foto assieme a molte delle tue a formare un delicato portfolio sulla vita che rinasce nel periodo primaverile, ma anche senza scomodare tutte le altre tue, questo concetto qui è molto palpabile.
    Mi vengono alla mente sensazioni che provavo moltissimi anni fa, da bambino, quando correre tra gli alberi in fiore, con i primi caldi di marzo, mi avvolgeva di profumi. la stessa cosa mi richiama questa foto. una poesia propria di un animo sensibile che dall’interno offre la sua visione di un paradiso scomparso … o forse semplicemente che non sappiamo più vedere.
    un saluto
    ezio

  3. Fabio Panzavolta scrive:

    Le emozioni che questa foto mi dona sono le stesse percepite da Ezio
    complimenti!
    Fabio Panzavolta

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    la fotografie è fatta dalla macchine, fredde, costruite in milioni di esemplari, con una macchina non è possibile fare dell’arte, figurarsi della poesia. Però si può sfuocare, giocare, barare, sparare. Si può anche illudersi di non mostrare.

  5. Enrico Maddalena scrive:

    Anche le matite, i pennelli, i colori e le tele sono costruite in milioni di esemplari. Ma li aziona l’uomo che quindi attraverso questi strumenti si esprime. Le fotocamere sono anch’esse strumenti azionati dall’uomo.
    Quindi per te Maurizio, la fotografia documenta solo e freddamente quello che è davanti all’obiettivo?
    Il rilievo di un edificio, con tutte le quote ed i particolari, comprese le sezioni, documenta molto più di una foto di quell’edificio, e stiamo parlando di un disegno.
    Un saluto
    Enrico

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Ezio Turus
    “Mi vengono alla mente sensazioni che provavo moltissimi anni fa, da bambino, quando correre tra gli alberi in fiore, con i primi caldi di marzo, mi avvolgeva di profumi. ”

    Vedi come si scatenano i ricordi; come il vissuto è richiamato dalla memoria grazie ad un’opera bidimensionale, che si avvale di simbologie e grafismi tecnici?

    @Ezio
    “una poesia propria di un animo sensibile che dall’interno offre la sua visione di un paradiso scomparso … o forse semplicemente che non sappiamo più vedere.”

    Vedi come la psicologia agisce nel tuo cervello; come l’emozione si impadronisce della tua mente grazie irrazionalità dell’arte?
    Eppure non è la perfezione realistica dell’oggetto che stimola questi pernsieri irrazionali (lo sono!), quanto una semplice elaborazione in ripresa (sovraesposizione).

    I fiori perdono il loro significato quotidiano e concreto. Il grafismo genera atmosfera e pathos.
    Subisci il linguaggio dell’arte; che parla alla tua mente aggirando il livello di guardia della razionalità.
    Il soggetto poteva essere ripreso in vario modo e con varie tecniche.
    Ciascuno di essi avrebbe comunicato significati ed emozioni diversi, pur se il soggetto è materialmente lo stesso; presuntivamente uguale per tutti nell’attimo.
    Un altro fotografo avrebbe solo documentato la materialità, un altro avrebbe letto il suo vissuto, i suoi ricordi diversi dai tuoi, la sua diversa e specifica spiritualità.
    Questa è il linguaggio dell’arte. E’ cervellotico? E’ filosofico?
    Ma l’uomo, con tutta la buona volontà, non è mai oggettivo, reale, e perfino mai comprensibile neanche a sè stesso.

  7. Fabio Panzavolta scrive:

    Lasciatevi trasportare un pò di più dalle emozioni e un pò meno dalla razionalità
    saluti a tutti

    Fabio Panzavolta

  8. Antonino Tutolo scrive:

    Come fotografi, siamo capaci di tenere conto di tutto, contemporaneamente.
    Questa non è una mostra, ma un blog di fotografi. Lo scopo è migliorarsi sotto ogni punto di vista.

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