Andrea Messi – Recanati (MC) – Uno su tutti

441 Andrea Messi Giro d'italia

Uno su tutti al giro d’italia

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Comments (30)

 

  1. Amoruso Pasquale scrive:

    Scusa Andrea, ci spieghi come hai eseguito questa foto? Dovrebbe essere un panning , ma se così fosse gli altri ciclisti sarebbero piu o meno nitidi come il soggetto a meno che non siano fermi e questo francamente non mi pare……

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Quando un soggetto tridimensionale si muove, la sua parte più prossima all’obiettivo risulta avere una velocità superiore (o comunque diversa) rispetto alle parti più lontane.
    Quando si viaggia in autostrada: gli alberi che delimitano la strada fuggono all’indietro velocissimi, mentre le montagne lontane paiono immobili.

    Avrei preferito che fosse stato reso nitido il soggetto più vicino, perché, essendo situato al centro del rettangolo dell’immagine, attrae maggiormente l’attenzione.
    L’occhio ora cerca la parte a nitidamente fuoco (che è sul bordo sinistro) ma è inevitabilmente attratta dal soggetto centrale e più grande, che è sfocato.

  3. Amoruso Pasquale scrive:

    Bhe se è questa la spiegazione, non oso dubitarne, è una gran foto!

  4. andrea messi scrive:

    credo che in parte abbia ragione Antonino, e’ pur vero che i soggetti erano abbastanza vicini e la differenza l’ha fatta la diversa velocita’ dei corridori anche se non sembra. Paradossalmente ho deciso di mettere a fuoco il ciclista piu’ in difficolta’ che invece sembra alzarsi per staccare il gruppo

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    in parte ha ragione Antonino, mentre per l’altra non menzionata è il programma usato in post che ha prodotto l’effetto, basta poco per farlo sembrare quasi un difetto. con affetto.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio
    “mentre per l’altra non menzionata è il programma usato in post che ha prodotto l’effetto,”

    Posso?
    Il programma ha prodotto il mosso?
    Molla l’osso!
    :-)

  7. andrea messi scrive:

    ma quale programma, l’unico programma che ho usato e’ il DPP di canon che non crea sicuramente questi effetti, il resto e’ tutto il frutto mio e della mia 5d. A me non piace molto lavorare in post, al contrario cerco di migliorare semmai la tecnica.

  8. Amoruso Pasquale scrive:

    Andrea, non vorrei contrariarti, ma qui è stato usato Adobe Photoshop cs5 su un PC windows ed è un immagine acquisita il 24-05-2011 alle 7,06 , potrei dire molto di piu ma mi fermo qui, ogni immagine conserva dei metadati………..

  9. Ezio Turus scrive:

    Mah, a me questa foto sembra tutto tranne che banale.
    la confusione è ovvia nel contesto di una gara ciclistica, dove una massa molto compatta si muove a velocità sostenuta. Banale sarebbe stata, forse, se ci fosse una massa indistinta di colori, ma qui emerge chiaramente il primo corridore a sinistra. la nostra abituale forma di lettura ci da per questo maggior dinamicità (provate a pensare la stessa foto speculare e vedrete che perde questa caratteristica). Una foto ben riuscita, direi, con tutti i canoni estetici e di contenuto al loro posto. Un complimento ad Andrea Messi.
    Mi trovo invece indignato a leggere commenti saccenti sul fatto di effetti postriproduttivi. Come ci si permette, mi chiedo, di mettere in dubbio una dichiarazione in prima persona dell’autore? A parte che sarebbe ora di finirla di continuare a tirare in ballo le “infinite possibilità della postproduzione”, su una “semplice” foto, scattata con una “semplice macchina fotografica”.
    E invece: l’effetto polaroid lo si può fare con una action, il pannig è un altro effetto di PS CS5, le scie di luce, pure loro. Solo pochi anni fa vedevamo le stesse identiche foto e nessuno, sicuramnte per ignoranza, dubitava della loro autenticità. Ora che la corsa agli armamenti informatici ha preso praticamente tutti, diamo per scontato che qualunque immagine prodotta sia frutto di un passaggio alla ILM di Lucas.
    Meditate un po’ su questo, va!
    Il nervosismo giustificatissimo dell’autore non è certo causato dalla foto, ma dal dubbio ingiustificato che è stato dato al suo operato

  10. Massimo Mazzoli scrive:

    Salve Pasquale, i metadati contenuti dal file possono indicare anche passaggi successivi non operati dall’autore.
    In redazione è necessario modificare le immagini in modo da unificarne la dimensione.
    E’ molto probabile quindi che la modifica cui ti riferisci non sia stato operata dall’autore che ha spedito l’immagine in data 19 maggio ma dalla redazione per la pubblicazione.
    Massimo Mazzoli
    Redazione Fotoit

  11. Amoruso Pasquale scrive:

    Grazie Massimo della precisazione, mi pare importante anche questa indicazione.
    Ezio io non ho detto che non bisogna fare post-produzione alle immagini e sfido chiunque a non farne, dalla semplice regolazione a modifiche più importanti, certo simulare il panning non è una regolazione ma è barare (non mi riferisco a questa foto, parlo in generale) almeno in un sito di fotografia, poi se parliamo di computer grafica va anche bene, possiamo mettere anche le ali agli asini e farli volare sui grattacieli! Il nervosismo lo giustifico anche se non lo comprendo, chi viene qui per mettersi in gioco sa che è in un gruppo di amici e che potrebbe ricevere dei commenti anche di questo tipo, per le lodi ad ogni costo ci sono altri posti.
    Con stima
    Amoruso Pasquale.

  12. Gioacchino Castellani scrive:

    Caro Massimo
    vorrei sapere se si possono esprimere pareri negativi sulle foto. Riferita a questa ho detto che mi sembra confusa e banale. E’ forse un’offesa? A me non mi pare e se tu tagli il il mio parere allora in questo blog non è più assicurata la libertà di giudizio e la democrazia.

  13. Maurizio Tieghi scrive:

    @Antonino
    ricordo qui il paradosso del pittore Dossi Dosso che dipinse un dosso piatto, gli chiesero di soppiatto ma se è piatto come può essere un dosso? Rispose che più di così non posso altrimenti ma la faccio addosso.

    La favoletta come tutte ha una sua morale (debole) che può essere applicata ad ogni autore di fotografie a fronte dei commenti che le sue opere suscitano in chi le guarda. Può capitare anche che parole ed i pensieri personali sulle fotografie possono essere censurate, qualcuno a monte stabilisce quello che è giusto pubblicare, anche questo è parte dei ruoli che ciascuno assume in questa recita a soggetto.

  14. Massimo Mazzoli scrive:

    Ciao Gioacchino, vengono moderati soltanto gli interventi in cui non si esprime un parere sereno.
    Cio’ che si intende cercare di limitare è la polemica inutile, fine a se stessa.
    Massimo Mazzoli
    Redazione Fotoit

  15. andrea messi scrive:

    grazie Massimo per aver fatto luce sulla questione e mi scuso per i toni usati dal momento che,come dice Ezio (che ringrazio)si metteva in dubbio quello che dichiaravo.
    Pasquale io non cerco lodi a tutti i costi e accetto tutte le critiche possibili per poter crescere, ma tu hai messo in dubbio quello che dicevo e questo se permetti mi ha innervosito visto che credo che questo sia un posto dove c’e’ gente seria, a cui piace la fotografia e non gli asini che volano.

  16. Fabio Panzavolta scrive:

    Mi complimento innanzi tutto per la foto, è veramente una gran foto lo sarebbe comunque anche se fosse stata ottenuta con manipolazioni estreme. Quello che conta alla fine è sempre quello che i nostri occhi vedono manipolato o no. Lasiate perdere le polemiche sui vari passaggi che una foto può aver subito e, invece di scavare nei meandri del file, scaviamo nelle nostre emozioni e riportiamo quelle. Secondo me è molto meglio !
    Bravo bellissima foto!
    saluti a tutti
    Fabio Panzavolta

  17. Amoruso Pasquale scrive:

    Andrea io nel primo commento ho fatto una domanda, si poteva rispondere dicendo F 2,8 1/60 ottica 200mm canon ……………poi altri hanno azzardato ipotesi, io quella domanda l’ho fatta perche nei dati exif dell’immagine stranamente non compare ne il nome autore ne il modello fotocamera ne l’ottica usata ma compaiono 2 modifiche salvate in Ps, sono abituato a leggere i dati exif inserendo il link della foto in questa pagina : http://regex.info/exif.cgi , prova a caricare il link di una mia foto è dà un’occhiata. ma lo faccio solo per cultura personale.
    Ripeto , ti rifaccio i complimenti per la foto che trovo eccezionale e fatta da chi mastica fotografia.

  18. andrea messi scrive:

    comunque buon 2 giugno a tutti, la foto e’ sta fatta con la mia 5d mark2 a 1/15 f32 con il 100 mm macro della canon non stabilizzato, un obiettivo che mi ha sorpreso

  19. Andrea messi scrive:

    grazie Fabio, ma è meglio rappresentare quello che vedono i nostri occhi o quello che ci piacerebbe avessero visto? Probabilmente a chi guarda l’opera non importa,ma l’autore in coscenza sa di trasmettere un messaggio non veritiero, è giusto?

  20. Fabio Panzavolta scrive:

    Io come filosofia preferisco le foto come la tua cioè quello che vedono i nostri occhi, ma anche quello che ci piacrebbe vedere mi attrae, alla fine quando tu riesci a trasmettere il messaggio che vuoi cosa importa che le foto siano “vere” oppure no?
    L’immagine vera o no deve parlare di quello che tu vuoi questo è ciò che conta
    ciao Fabio

  21. Enrico Maddalena scrive:

    Ma esiste una immagine “vera”?
    Siete sicuri che la macchina fotografica sia uno strumento oggettivo?

  22. Andrea messi scrive:

    credo che ognuno di noi abbia una sua lettura personale di qualsiasi foto e che la bravura dell’autore sia quella di trasmettere questa chiave, quindi fare in modo che si veda realmente la foto, poi si può spaziare all’infinito

  23. Antonino Tutolo scrive:

    Anche ammesso e non concesso (rispetto la dichiarazione dell’autore) che il mosso sia stato ottenuto in post, ma anche il mosso ottenibile in ripresa, in via di principio (mi riferisco al caso il generale) non sarebbe da considerarsi, a tutti gli effetti, una “contraffazione”?

    Consideriamo “normale” ed accettabile l’uso di lunghi tempi di scatto che, invece di memorizzare un solo attimo (bisognerebbe stabilire quanto può essere lungo “un attimo” fotografico, prima di divenire cinematografico) ne collezionano una serie indefinita, che somma attimo su attimo.
    Altresì si considerano “normali” le inevitabili alterazioni prospettiche introdotte dalla focale dell’obiettivo (deformazioni a botte, appiattimento dei piani, ecc.) che variano anche in base al punto di ripresa (inclinazione delle linee cadenti e alterazione della grandezza del soggetto centrale rispetto allo sfondo), dal taglio che parzializza il contesto e lo ridefinisce.
    Tutti questi fattori alterano la realtà del soggetto, quindi le evidenze documentali ed, in modo essenziale, gli stessi significati dell’immagine.
    Il risultato fotografico è quindi soggettivissimo (consapevolmente o meno) e sempre falso.

  24. Antonino Tutolo scrive:

    Credo sia il caso di rivedere il concetto di “nobiltà dell’istante analogico”, perché essa è palesemente e facilmente contestabile.

    Per questo condivido Andrea Messi, riconoscendo una volta per tutte al fotografo quella libertà più o meno “creativa” di interpretare il soggetto.
    In fin dei conti, l’uso del sistema zonale che modifica la resa dei toni, la scelta delle zone che devono risultare illuminate (diaframma e tempi) o a fuoco nell’immagine, possono ritenersi già una libertà eccessiva e condizionante concessa al fotografo.
    Tutto questo pare normale, perché la fotografia è nata così. Ma l’ideologia del “naturale” o del reale è un falso problema.
    Iniziamo a considerare la fotografia come espressione artistica e non come documentazione. E’ il solo modo per rendere coerenti tra loro tutti gli aspetti della fotografia.

  25. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino: “Iniziamo a considerare la fotografia come espressione artistica e non come documentazione. E’ il solo modo per rendere coerenti tra loro tutti gli aspetti della fotografia”

    Epperò non falsiamo anche i rapporti fisici-geometrici del soggetto che è poi quello che ci colpisce, non inseriamo presunti migliorativi, impariamo a vedere invece di stra-iper-vedere… portiamo la Fotografia sull’uomo che vede, sulla meraviglia rivelata, non quello che inventa… la natura, ma anche stravolge la natura delle cose ideate da altri… (fotografare altre Arti, ad esempio). Ce ne sarebbero di p(a)osticciate… (imho)

  26. Fabio Panzavolta scrive:

    Vorrei precisare che per me il concetto di foto “vera” sta nel riprendere quella porzione di realta interpretata dal fotografo come meglio crede (tempi lunghi o brevi panning ecc.)le varie tecniche di ripresa ne conferiscono una visione personale che vuole comunicare ciò che noi proviamo emotivamente in quell’istante, il quale, può essere più o meno lungo.
    La foto costruita a video unendo parti di svariate immagini a me personalmente piace meno però può avere una forza comunicativa enorme data da chi la realizza.

  27. Andrea messi scrive:

    sono d’accordo con te Fabio però la foto costruita come dici tu secondo me serve più che altro per indurre a un pensiero, una strada più facile per instradare, costruita la foto, manipolato il pensiero. Onestamente non mi piace anche se c’è tutta la buona fede dell’autore, se c’è.

  28. Antonino Tutolo scrive:

    Ma anche nella foto “costruita” quello che conta è il “significato”. Anche il fotomontaggio non è prerogativa del digitale, essendo già ampiamente utilizzato, in analogico, agli inizi del ’900 da grandi maestri della fotografia.

    La “costruzione” digitale è figlia della “fine art” analogica.
    Ognuno può scegliere la “propria” fotografia; ma bisogna avere la consapevolezza che esistono, con pari dignità, tanti modi diversi di interpretare la “fotografia”.

  29. Fabio Panzavolta scrive:

    Concordo con Antonino tutto è lecito per poter suscitare un’emozione o un pensiero se poi nell’osservare le immagini il nostro occhio si sente ingannato o non le condividiamo basta sempicemente passare oltre.
    Fabio

  30. roberto zuccala scrive:

    Io una cosa vorrei dire… LA FOTO MI PIACE.
    roberto

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