Francesco Sapia – Rossano (CS) – Il crocifisso

450 Francesco Sapia Il crocifisso

Ho voluto raccontare il comportamento dei fedeli davanti ad un rituale della processione dei Misteri:
l’uscita delle statue.

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Comments (13)

 

  1. come mai nessun commento?
    è pur una buona foto esteticamente valida, descrittiva e ben composta.
    chiaramente in bn avrebbe assunto molta + drammaticità e se vogliamo spiritualità ma basta un click sulla tastiera e il gioco è fatto!
    Magari proposta da sola non è la foto della vita, ma inserita in un portfolio di sicuro acquista.
    quello che mi colpisce è la folla così composta, ri respira quasi il silenzio, nonostante la folla.
    a proposito di ritocchi con fotosciop…si potrebbe anche eliminare il retro di quel mezzo cartello di divieto di sosta che spoetizza.

  2. Mauro Marchetti scrive:

    A mio avviso è proprio nella mera riproduzione della realtà che questa immagine deve la sua riuscita.
    Spessissimo vengono postate o pubblicate immagini che tendono in maniera evidente alla riproduzione di un’atmosfera forse più immaginata che reale finendo per dare del luogo una percezione distorta.
    Mauro

  3. Francesco Sapia scrive:

    Grazie per i primi commenti. La foto fa parte di un portfolio dal titolo “Della pietà popolare” che presenterò il 1 e 2 luglio al Festival Corigliano Calabro Fotografia organizzato dall’associazione Corigliano per la Fotografia.
    Avrei potuto eliminare il retro del cartello e anche un’antenna parabolica in alto a sinistra ma non uso Photoshop per scelta..non mi aiuta ad imparare

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Come riproduzione della realtà, posso intendere il tentativo di documentare, cercando di sforzarsi a “rispristinare” una percezione superficiale e mediata nel senso comune.
    Mi chiedo come sarebbe interpretata da un profano della religione cattolica.
    Come fotografo posso rendere, esaltare o perfino alterare il significato della scena. Mi basta inserire in primo piano qualcuno che ride o sbadiglia (ed avrò dato una versione distruttiva dei significati, fino ad esprimere dissenso, ironia), posso inserire volti emozionati, gente che prega (e rendere l’idea di un qualcosa di emozionale, intimo, sentito).
    Già solo il taglio può condizionare la percezione.
    Allora non ha senso parlare di “realtà”, di oggettività. Si può parlare di semplice documentazione, cercando di rappresentare i luoghi e le presenze, senza voler fornire una interpretazione, una chiave di lettura della scena.
    Ma è molto difficile che il fotografo riesca a non lasciarsi coinvolgere nell’interpretazione.
    A mio avviso l’autore, evitando la ripresa di soggetti in primo piano, non avendo inserito nell’immagine qualcosa di specifico che caratterizzi la sua “mano”, si è tenuto molto vicino alla semplice documentazione.

  5. Marco Furio Perini scrive:

    Trovo ben impostata soprattutto la composizione, perchè mette ben in evidenza come proprio dalla croce parta quel “serpente” disegnato dalla folla che si arrampica verso l’alto e verso lo sfondo. Personalmente avrei solo cercato di attenuare leggermente il bianco di quel pezzettino di cielo che fa capolino in alto tra gli edifici. Ciao

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    ritengo sia una perfetta immagine che mi racconta benissimo quella processione indicata dal suo autore, si comprendono chiaramente dalle icone raffigurate a quale religione la cerimonia appartiene, quanta sia la partecipazione delle persone, e la tipologia di ambiente urbano in cui si svolge. il colore usato è perfetto ancora più precisi i riferimento iconoclastici presenti nella parte iniziale del corteo e non richiama minimamente la necessità dell’abusato b&n per situazioni simili.

  7. sarà anche abusato il bn ma qui farebbe la sua porca figura anche se si scolore il blu e il rosso della veste della madonna

  8. franca catellani scrive:

    hah ha ha ha Donatelkla sei unica !! Ma veniamo all’immagine ,concordo con Maurizio i colori sono essenziali i colori parlano ! Questa specifica immagine non puo’ raccontare moltissimo perchè è solo un frammento di un pezzettino di realtà di un minuscolo quadretto che riporta un pezzettino scena reale come dice l’autore farà parte di un portfolio quindi avvicinata ad altre, dove dettagli prospettive diverse , il portfolio ti permette di articolare probabilmente diventerà un bel raccontare

    Tante anime di un paese che non conosce rumori moderni .
    Il silenzio prende voce nella processione ,questo lungo corteo ,di fedeli ,scendono lentamente dalle strade
    La tradizionale Processione dei Misteri, che trasmette, ancora oggi, forti emozioni a quanti sono tuttora credenti . le processioni sono molto diffuse piu’ al sud che al nord

  9. Antonino Tutolo scrive:

    A mio avviso, sarebbe stato opportuno evidenziare il rapporto tra i fedeli ed il crocifisso; riprendendo, ad esempio, la devozione dei fedeli, la commozione. Questa foto, invece, racconta l’avvenimento statistico.
    C’erano tre soggetti: la religione (gruppo delle statue), potere (i due carabinieri in alta uniforme, coi pennacchi rossi) e popolo. Ma quest’ultimo risulta rappresentanto da un gruppo di teste senza identità, quindi del tutto secondario; quasi fosse una colonna discendente di formiche.

  10. Antonino Tutolo scrive:

    Mi scuso se prolungo il mio intervento; ma ritengo che l’esame di questa foto può far comprendere i modi diversi in cui ci si può avvicinare ad un evento.
    La serpentina discendente di popolo certamente è un aspetto che può arricchire l’immagine esteticamente.
    Ma un’immagine così risicata, come a dire non avevo un grandangolo più ampio, non coglie l’anima di questa manifestazione religiosa, ma la descrive parzialmente.
    Una manifestazione religiosa non è solo formale (la serprentina) ma è anche manifestazioni di anime.
    E’ questo che sento mancare in questa inquadratura: le persone risultano elementi grafici secondari, particelle di una una serpentina, non figli di Dio che si disperano per l’evento tragico.

  11. Domenico Brizio scrive:

    Ci provo…
    Compositivamente mi disturbano:
    - il braccio di croce con INRI che entra nel centro della croce sulla parete della chiesa
    - il trapezio di cielo bianco
    - lo scarico della grondaia che entra sulla testa della figura femminile
    - le linee cadenti della chiesa
    - il triangolo monco colorato sul lato destro alto che si intuisce avrebbe potuto creare una analogia cromatica con la figura femminile testè ricordata
    Non è facile controllare ‘fotograficamente’ in queste situazioni e la mia non è una critica negativa.

  12. Maurizio Tieghi scrive:

    tutte le considerazioni espresse sono condivisibili però a mio parere non si messo in risalto un limite tecnico che viene imposto dal blog su internet, allo stesso modo di tanti altri, la foto sullo schermo è troppo piccola! questa è un’immagine che andrebbe mostrata in grande formato, in tal modo l’attenzione dell’occhio di chi guarda sarebbe catturata dalle singole persone, quelle vere e quelle iconiche, che nella processione divengono massa. Tutto il resto dovrebbe (potrebbe) diventare il tal modo secondario.

  13. Francesco Sapia scrive:

    Si tratta di una foto di reportage che voleva ritrarre tanti elementi insieme, la folla,la statua (il mistero) le forze dell’ordine ( Carabinieri,) l’uscita del “Mistero” dalla chiesa ecc. Non volevo privilegiare un punto di vista altrimenti avrei potuto soffermarmi su un viso, su un velo nero, sulla livrea o sui guanti bianchi dei “portantini” della confraternita. Per quanto riguarda gli elementi di disturbo che ce ne sono alcuni innegabili come ad esempio l’antenna parabolica e la grondaia ma nella folla scattare non era semplice. Infine dico basta al bianco e nero per feste religiose e per le processioni. Grazie a tutti per i commenti ed il confronto franco e sincero. Alla prossima

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