Massimo Losacco – Teramo – Unintentional Kandisky

513 Massimo Losacco Unintentional Kandisky

Una vecchia casa abbandonata, proprio davanti agli occhi. Per anni mi è sfuggita, ma osservandola più attentamente ho trovato diversi spunti fotografici. Ho estratto la mia inseparabile compatta ed
ho scattato alcune immagini con l’intento di tornare il giorno successivo con un attrezzatura migliore.
Ho preparato la reflex ed il giorno successivo, arrivato sul posto, ho trovato invece della vecchia casa un cumulo di macerie.
Non so quale lezione si possa trarre da questa banale storia, ma ho capito che in fotografia non bisogna mai dare nulla per scontato o rimandare a domani ciò che puoi fotografare oggi. Sicuramente con un attrezzatura diversa avrei potuto realizzare scatti più belli, ma in quei minuti in cui ho dedicato la mia attenzione ad un edificio che stava a mia insaputa morendo, ho voluto pensare che come per magia si sia messo in posa per me,regalandomi quanto di più bello avesse conservato in tutti questi anni di abbandono ed indifferenza…il suo vestito migliore

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Comments (10)

 

  1. Antonio Esposito scrive:

    Il proverbio dice : Chi ha tempo non aspetti tempo. Peccato. Allora possiamo dire x questa foto storica … Bella cattura.

  2. m’è piaciuta la tua spiegazione sisi, ora ci vedo troppo gemoetrie regolare x ricordare kandinsky, almeno quello che mi ricordo io di kandinsky…
    eh che si può dire…
    che questa è stata una lezione di vita adesso ci sei fra 5 minuti chissà… che la vita è una continua sorpresa nel bene e nel male…
    ciao casetta insomma!!!

  3. Domenico Brizio scrive:

    Però più che V. Kandinsky mi ricorda P. Klee (es:
    http://2.bp.blogspot.com/_aaZ1rYGME-U/TUnEWFc-HHI/AAAAAAAABsg/kPVT25CqAFQ/s1600/08-0057.jpg)
    Fotografia, potente fotografia e splendida visione dell’autore e senza quella ‘tristezza’ che sembra pervadere molta fotografia in giro.

  4. giusto abbasso la tristezza……..

  5. Fabio Panzavolta scrive:

    “Non rimandare a domanni quello che puoi fare oggi” è un pò il messaggio di “Up” il cartone digitale.
    Fotografia bellissima che risalta la capacità di “vedere” dell’autore BRAVO!
    Fabio Panzavolta

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Ovvero… quante volte ci sono passato, pensando …ai Caraibi, e non l’ho visto?

    Ovvero… vale la pena di fotografare un soggetto, che vorrebbe un colore “esemplare”, con una compattina che alla fine non gli rende giustizia?

    Ovvero… il colore vuole … il colore

  7. Massimo Losacco scrive:

    grazie a tutti per i graditi commenti.
    @Antonino, scusami ma non ho capito il senso del discorso, mi sfugge. Vuoi dire che non dovevo fotografare perchè avevo la compatta? Le foto si portano a casa con il cuore, non con il mezzo. Se la pensi così mi spiace ma non condivido una sola parola. Non è il mezzo che conta mi spiace, non posso concederti una affermazione del genere.
    Spero di aver capito male, nel caso scusami ma spiegami.
    Un caro saluto a tutti.

  8. Fabio Panzavolta scrive:

    Condivido il tuo pensiero: La foto Bella e la capacità di “vedere” sono dentro la nostra testa e non dentro la macchina fotografica.

  9. Massimo Losacco scrive:

    Grazie Fabio, hai recepito il messaggio, così come coloro che hanno lasciato il loro commento positivo.
    Purtroppo il signor Tutolo è molto lontano dal mio modo di fotografare, ma rispetto le idee di chiunque , anche se alcune non le condivido.
    “Sono sempre disposto ad imparare, non sempre a lasciare che mi insegnino”.
    Un amichevole saluto a tutti.

  10. Lauro scrive:

    …Ho letto per caso i commenti a questa foto, mi ci sono imbattuto per caso ed ho subito pensato: “cosa ha portato la persona che stava guardando questa inferriata a volere che la guardassero anche altri?”…cosa voleva passarmi ?
    Solo estetica ? No penso di no….è l’omino dentro di noi che ci indica le cose e ci spinge ad interessarci di una cosa piuttosto che di un’altra……quel giorno Massimo ha notato quel particolare, quel giorno, non prima, …l’omino di quel giorno era dell’umore giusto per quell’inferriata…….!
    ..Infatti l’occhio mi “scappa” sull’unica via di fuga, il tubo, quasi un rubinetto da cui fuggire…..dalla prigionia delle finestre ferrate..!
    Io mi limito a guardare e a cercare di rubare quello stato d’animo che il tuo “omino” voleva farmi “vedere”……
    Per quanto riguarda la tecnica: si vede che non scherzi con le macchine “cattura luce” !
    Ciao
    Lauro

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