Giuliano Andrea Ravasio – Treviolo (BG) – Oltre la meta

516 Giuliano Andrea Ravasio - Oltre la meta

Fotografia scattata in lta montagna in una mattina di nebbia.

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Comments (9)

 

  1. Fabrizio P. scrive:

    Scriverei su questa immagine lo stesso che ho scritto su quella di Lattuca “la mia Enna con la nebbia” ma aggiungendo qualcosa che avevo sottinteso e che Perini ha giustamente colto e cioe’ …”b/n adeguato all’intento emotivo dell’immagine…”. In pratica un’immagine dove l’essere umano viene messo in relazione con cio’ che lo circonda (qui la montagna, nell’altra una via cittadina) dove il b/n enfatizza una certa parte emotiva (percezione,memoria) e la struttura tecnica ne valorizza la percezione e bellezza. Castellani ,all’immagine di Lattuca ha anche aggiunto : “…basta poco per fare un foto significativa…” io correggerei piu’ che “significativa” direi “emotiva” ….c’e’ molta differenza. Ho messo in relazione queste due immagini perche’ fanno riflettere su come oggi e’ vissuta, vista, letta, percepita e insegnata la Fotografia.Grazie e complimenti a Ravasio che mi scusera’ di questo mio confronto che vuole essere piu’ un cercare di capire attraverso due belle immagini simili per molti aspetti.

  2. castellani Gioacchino scrive:

    Sono daccordo con Fabrizio P. per il commento alle due immagini che appaiono molto significative, anche se in questo caso la figura sembra confondersi con le pietre intorno. Forse sarebbe stato opportuno schiarire un poco il soggetto e le pietre stesse con una adeguata mascheratura durante l’esposizione della stampa ( se si tratta di negativo bianconero) o intervenire con la post produzione digitale.

  3. Marco Furio Perini scrive:

    Rivedo con piacere e con gusto questo tuo scatto Giuliano, che già ho avuto modo di apprezzare altrove. Personalmente credo che le zone più scure rilevate dal commento di Gioacchino contribuiscano a caratterizzare meglio l’immagine, infondendole una atmosfera carica di mistero, come se una oscura minaccia incombesse sul cammino dell’uomo. Ciao

  4. Vi ringrazio per i vs commenti molto attenti ed adeguati
    @ Fabrizio, nessune scuse, anzi un grazie per aver unito criticamente la mia fotografia a quella di Lattuca che reputo bella ed interessante.
    @ Castellani, le tonalità scure sia dell’uomo che della natura che lo circonda sono volute, volute per dare la sensazione di unione tra il personaggio e la natura stessa,rispecchiando cosi il pensieri di MarcoFurio
    grazie ancora ed un cordiale saluto.

  5. Domenico Brizio scrive:

    @GAR “le tonalità scure sia dell’uomo che della natura che lo circonda sono volute, volute per dare la sensazione di unione tra il personaggio e la natura stessa”

    Da frequentatore della montagna: allora i pensieri dell’uomo sono ‘scuri’ e la montagna dai toni cupi.
    Ma quando frequentiamo la montagna siamo così? Mi chiedo è questa la sensazione di fusione gioiosa con il Creato? o è solo una patina che la fotografia ‘triste&drammatica’ riesce a spalmare? ed il bianco-nero riflessivo riesce ad interpretare?

  6. Antonino Tutolo scrive:

    L’eccesso dei toni scuri della foto, il confondersi del soggetto con la “natura”, mi fanno venire in mente il fluire del tempo e le impressioni e meditazioni del protagonista (Castorp) de “La montagna incantata” di Thomas Mann alla conquista di un futuro vissuto nella pienezza dello spirito finalmente raggiunta; ma più specificatamente (collocato nell’epoca di Mann) nella prospettata e probabile morte nel conflitto mondiale, quasi fine a se stessa o comunque inutile e inconsistente di fronte all’irrazionalità della guerra.
    Quindi una foto che mi ispira riflessioni intime ed esistenziali.

  7. Domenico Brizio scrive:

    @ AT…

    Ho comprendo che con l’introduzione della categoria ‘guerra’ la foto rimanda a poca gioiosità, ad una montagna triste.

  8. Antonino Tutolo scrive:

    Ho precisato: “riflessioni intime ed esistenziali”.
    Davanti ai problemi quotidiani (nel caso di Mann si trattava, in modo direttamente non confessato, e appena accennato nell’opera, della possibilità della guerra che stava per scoppiare) le riflessioni sul proprio esistere diventano inevitabili.
    Questa foto pare esprimere uno stato d’animo introspettivo, certamente non leggero e superficiale. Non è una foto sportiva o di riposante relax in montagna.
    Con quei toni bassi, su quel sentiero aspro e buio tagliato sulla parete scoscesa della montagna, con la nebbia che nasconde “ciò che è passato”, tale foto pare assumere un significato psicologico ben preciso. Appunto quello scritto da T.Mann.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    Dimenticavo di citare di quale stato d’animo si tratta: la mancata comprensione del significato del proprio essere, l’indeterminazione del presente e l’immanenza di un futuro difficile.

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