Giorgio Veglio – Monforte d’Alba – (CN) – Clouds

534 Giorgio Veglio C-l-o-u-d-s
Un mattino di settembre …

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Comments (18)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Immagine piatta che non rende giustizia alla bellezza della scena reale. Non ci sono nè bianchi nè neri, ma solo una ridottissima scala di grigi. Nell’analogico si interveniva con sviluppi e carte adatte. Nel digitale, basta qualche regolazione con Photoshop. L’istogramma è una collinetta minuscola al centro del diagramma con vuoti a destra ed a sinistra, C’è anche una pesante vignettatura particolarmente visibile nel bordo superiore sinistro.

  2. Loris scrive:

    So che hai ragione Enrico a descrivere l’impatto molto chiuso di questa immagine ma io non riesco a non farmela piacere.
    Nessuna considerazione tecnica soltanto una sensazione.
    Loris

  3. giuliano andrea ravasio scrive:

    @immagina piatta che non………..reale.
    Vero condivido il giudizio tecnico di Enrico, bastava a mio giudizio sciarire le fronde per dare più profondità al tutto.
    cmq è un immagine che mi piaceanche con i suoi difetti tecnici e rispetto in pieno il volere dell’autoreanche se non condiviso.
    ciao giuliano

  4. maurizio tieghi scrive:

    mi piace per tutte le cose che le mancherebbero se fosse stata stampata in analogico, ma anche per quanto non è stato fatto con uno dei molti programmi di fotoritocco in post produzione. mi piace perché è così, così diversa da come tutti i manuali di fotografia ci indicherebbero, con dovizia di particolari, come renderla una perfetta foto in bianco&nero

  5. Enrico Maddalena scrive:

    E ti pareva…

  6. fabrizio p. scrive:

    Condivido il commento di Maddalena, ma capisco anche le “giustificazioni” degli altri che rendono l’errore tecnico parte piacevole percettivamente che sposta la lettura verso la propria immaginazione che e’ l’input che da’ ogni immagine. Da qui credo che bisognerebbe fare una riflessione proprio sul fatto che forse oggi con la troppa tecnicita’ dovuta soprattutto alle innumerevoli possibilita’ di post-produzione,si vedono quantita’ industriali di bellissime immagini e forse l’osservatore comincia ad assuefarsi alla bellezza tecnica e visiva e comincia a cercare qualcosa in piu’ : contenuto? forse e’ troppo, ad ogni modo ecco che gli errori tecnici cominciano ad assumere altra valenza non piu’ negativa, ma partecipe ad una percezione che si sposta sempre piu’ verso l’onirico (per esagerare), verso quella che la Fotografia ha sempre emanato : finzione, interpretazione,quindi inrealta’, quindi sogno, immaginazione.Fabrizio P.

  7. Castellani Gioacchino scrive:

    Un’immagine piatta, grigia, con una brutta composizione. Scala tonale inesistente, soggetto indefinito. Nonostante tutto sembra piacere. Per spirito di contraddizione o forse per mancanza di una cultura visiva?

  8. fabrizio p. scrive:

    @Castellani : credo che questa volta le parole siano state molto chiare. Quando si dice che si e’ daccordo con un commento tra l’altro di carattere tecnico (quello di Maddalena), quindi aggiungo anche il tuo, si sta parlando di cultura visiva ( a meno che le cose siano cambiate!!!!!!!!!), mentre quando metto in campo una riflessione piu’ o meno articolata e’ sicuramente ne per contraddirmi (sarei un po’ pirl..), ne per contraddire qualcuno (poiche’ nessuno ha posto quella riflessione ,nemmeno in maniera diversa ), ma e’ semplicemente ,e naturale, chiedere ad altri se hanno mai riflettuto ad un certo aspetto come quello da me descritto sopra. Tale aspetto coglie proprio cio’ che tu dici “…Nonostante tutto sembra piacere…”. Oltre a dire quella frase ti sei mai chiesto il perche’? ecco che scaturisce quella riflessione (la mia va avanti da un po’ di tempo) che va al di la’ del solo aspetto tecnico. Che la Fotografia abbia cambiato a nostra insaputa i suoi paletti di lettura?.Troppo facile dire ogni volta che si contraddice un’altro, o vi e’ mancanza di questo e di quello. Bisognerebbe anche sforzarsi di dire il perche’, di riflettere su certi meccanismi per capire ,secondo me, dove sta andando la Fotografia e magari questo farebbe bene, anzi benissimo a certe associazioni e alla vita WEB. Ciao e grazie del confronto, perche’ per me lo e’!!!!!.

  9. maurizio tieghi scrive:

    @Gioacchino
    per quanto mi riguarda sicuramente per mancanza di cultura visiva, infatti sono in una perenne fase di apprendimento.
    Però mi piace anche pensare che nell’espressione artistica, la fotografia con tutti i suoi limiti meccanici a volte può esserlo, l’autore è libero di proporre lavori che non tengono per nulla conto delle regole canoniche, inoltre chi guarda (l’occhio vede solo quello che riconosce) può provare emozioni indipendentemente dalla perfezione tecnica dell’opera. Sempre a livello emozionale, per citare un esempio attuale vedi la sua mostra in corso a Modena, per quanto mi riguarda la fotografia di Ansel Adams non mi provoca phatos, pur riconoscendo la sua ineguagliabile bravura in tutta la fase della produzione di fotografia in b&n, avendo anch’io stampato per anni in camera oscura. Sono ignorante in materia fotografica? C’è sempre da imparare dagli altri, anche a questo serve il blog della fiaf.

  10. Gioacchino Castellani scrive:

    Sarebbe bello fare un esperimento: far vedere questa immagine mescolata ad altre tecnicamente migliori ad un campione di persone (es. 100) e chiedere loro un parere.
    Avremmo così forse un’idea più precisa di come un’osservatore qualunque percepisce un’immagine, delle preferenze legate alle scelte tecniche e al suo contenuto.
    Per quanto riguarda la perfezione tecnica e Ansel Adams, ritengo che una buona tecnica asservita ad una interpretazione personale del soggetto (che poi è lo scopo del Sistema Zonale), sia indispensabile per trasmettere un’emozione.

  11. Castellani Gioacchino scrive:

    Maurizio
    non penso affatto che tu sia “ignorante in materia di fotografia” ne che non possiedi una cultura visiva. Anzi ti reputo una persona dotata di una efficace visione e grande intuito. Olte che possedere la dote rara di dire sempre “pane al pane e vino al vino”. Per questo mi meraviglia molto il tuo giudizio positivo a proposito di questa immagine che reputo invece abbastanza anonima.

  12. Enrico Maddalena scrive:

    Spirito di contraddizione Gioacchino, puro ed acritico spirito di contraddizione (e non mi riferisco a Fabrizio).

  13. Giorgio Veglio scrive:

    Per Gioacchino
    esperimento fatto, mi sono iscritto ad un paio di gruppi … ecco il risultato

    http://www.flickr.com/photos/giove5/6302776710/

    GioVe

  14. Castellani Gioacchino scrive:

    Un esperimento simile a quello che avevo proposto nel precedente intervento è stato gia fatto nel passato negli Stati Uniti su un campione di mille persone e la risposta è stata abbastanza chiara ( vedi la pubblicazione Fondamenti di Fotografia, di Leslie Stroebel e c.). Anche coloro che erano a digiuno di fotografia hanno preferito immagini dalla scala tonale completa e con un soggetto ben identificato. Nel tuo caso l’esperimento è incompleto e non veritiero perchè la tua immagine non è stata messa a confronto con altre di diversa estrazione.

  15. Fabrizio P. scrive:

    Sembrano esperimenti per capire quale fotografia e’ meglio vista. Ma questo mi sembra che faccia parte piu’ del settore pubblicitario perche’ altrimenti ci troviamo come coloro che partecipano a flotte di concorsi poiche’ si sono fatti un’epserienza sui soliti che girano a fare la giuria e quindi infilando immagini che sicuramente sono in linea con il gusto di alcuni che compongono i giudicanti.Insomma ,come accade oggi in maniera molto piu’ evidente, quando si sta in un gruppo fotografico ,vedi circoli, vedi web, si tende poi ad allinearsi al gusto generale e non la proprio con poi le evidenti anomalie non solo in termini di passione, ma anche di risultati e commenti alle foto.Bisogna avere il coraggio di proporre quello che si e’ e non omologarsi alla moda come questi esperimenti mi sembrano delineare. Ecco perche’ questa tecnologia alla portata di tutti che da un lato puo’ essere positivo, ma dall’altra omologa come si vedono per la maggior parte nelle foto sui web.

  16. Enrico Maddalena scrive:

    E’ importante cercare nuove vie, sperimentare, cambiare il punto di vista (e non parlo di quello fisico). Ma tutto questo deve essere giustificato da un chiaro intento espressivo. Non basta far qualcosa che vada tout court contro le regole, pre creare un risultato valido: sarebbe troppo facile e potremmo essere tutti innovatori. Non dovremmo gettare nessuna foto venuta male perchè diverrebbe “contro le regole”. Se la compressione dei toni e la vignettatura agli angoli è volontaria (ce lo dica onestamente l’autore), ci spieghi quale è l’intento che sottende tale “scelta”.
    Inoltre, non avrebbe più senso intervenire ed esprimere giudizi nel blog perchè qualunque immagine avrebbe una sua giustificazione e dovremmo ridurci ad un semplice “mi piace”, “non mi piace” perchè ogni giudizio, non essendoci più un codice, sarebbe fuori luogo.
    Un saluto
    Enrico

  17. Fabrizio P. scrive:

    Maddalena ha espresso molto bene cio’ che e’ anche il mio pensiero. Troppo spesso mi scontro con realta’ dove c’e’ vitalita’, iniziative, visibilita’, senza pero’ un’intento preciso, voluto, o spesso c’e’ ma solo come parola chiave di un progetto non indagato.Grazie

  18. Domenico Brizio scrive:

    Credo tra le tante considerazioni – non che ce ne sia bisogno di un’altra – la fotografia possa essere anche un mix di consapevole intenzionalità e imprevedibile casualità: però anche quest’ultima occorre essere preparati ad includerla… l’autore della fotografia probabilmente non ha praticato la consapevole intenzionalità, imho.

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