Matteo Prencipe – Manfredonia (FG) – Senza titolo

536 Matteo Prencipe st

Problematiche e priorità del vivere quotidiano….

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Comments (14)

 

  1. Castellani Gioacchino scrive:

    Il collage è una vecchia arte che con fotoshop rivive i suoi fasti migliori. Ma se ci dobbiamo divertire ad usare il copia e incolla perchè non ottenere immagini migliori e più significative di questa?

  2. Fabio Panzavolta scrive:

    Dove Angeli e demoni sembrano far pace, persone che già si vogliono bene(la loro vicinanza me lo fa pensare) si ignorano e appaiono distanti, ci si sente soli anche se vicini.
    A mio modesto parere, non conta come una foto viene realizzata, ma ciò che l’autore tenta di trasmetterci attraverso essa.
    Complimenti!!

    Fabio Panzavolta

  3. Matteo prencipe scrive:

    Il collage sarà anche una vecchia arte, caro Gioacchino… ma la capacita di saper vedere se è stato usato non è una tua prerogativa, credimi… questo scatto non è affatto un collage…. è passato su photoshop solo per la conversione in BN…se a volte osereste chiedere, invece di atteggiarvi a saccenti esperti e critici onnipotenti, offendendo gli altri, oltretutto…tutto sarebbe piu semplice… ti pare?
    Grazie per il commento anche a Fabio…

    Matteo

  4. Domenico Brizio scrive:

    La fotografia trasmette fotografando una fotografia e il contrasto incrociato tra le persone in primo piano affacendate e quelle ri-fotografate che potrebbero essere i figli, naturali o adottivi. Se a volte ‘oseressimo’ allora ‘saressimo’ più informati. :-) . Il bianco-nero toglie il colore, peccato.

  5. Gioacchino Castellani scrive:

    Matteo:
    Se questa immagine non è un collage digitale, la mia interpretazione è certamente un errore, non vedo il problema vista la difficoltà di analizzare le immagini proiettate su di uno schermo. Non capisco dove sta l’offesa, forse il mio giudizio negativo ti disturba, ma se si partecipa ad un blog bisogna avere anche l’umiltà di accettare giudizi diversi dal proprio. Per quanto riguarda poi i “saccenti esperti e critici onnipotenti” io non faccio paret di questa schiera., esprimo solo un’opinione.

  6. Matteo prencipe scrive:

    Usare il termine “copia e incolla” senza criterio e con arroganza, lo trovo offensivo … il tuo giudizio non mi da fastidio… anche se avrei preferito fosse più costruttivo…
    @ Domenico… ti ringrazio anzi ti rigrazieressi :-) per il commento e per la coniugazione del verbo…

  7. maurizio tieghi scrive:

    L’uso della foto nella foto è abusato ed usato anche dal sottoscritto e quindi prendo atto che si potrebbe farne un utilizzo più moderato. comunque l’autore è stato abile a mettere in confronto i modelli del’arcinoto fotografo e la pari notorietà della campagna pubblicitaria con una coppia di persone vere, riuscendo con la loro differente posizione a raccontarci uno stato d’amino della loro vita, e nella stesso tempo anche della nostra. In questa partita a quattro, come nel doppio a tennis, sono fuori luogo le tre persone in mezzo al fotogramma, non aiutano ma appesantiscono con la loro presenza la lettura dell’immagine. Non andava convertita in bianco e nero, anche forse per rispetto al famosissimo fotografo, o se per ragioni puramente espressive di cui non so coglierne il senso, sicuramente per mia miopia, si doveva utilizzare in post produzione strumenti meno invasivi.

  8. Castellani Gioacchino scrive:

    Il “copia e incolla” non è un termine ma una funzione e un’arte a volte raffinata, appartenente non solo a Photoshop ma anche alla fotografia analogica. Di questa tecnica si sono avvalsi fotografi illustri come Luigi Veronesi, Laszlo Moholy Nagy, Jerry N.Uelsmann e tanti altri. Per non parlare poi della fotografia falsa e fraudolenta di fotografi senza scrupoli al servizio dei vari regimi politici o di riviste spregiudicate. La visone della tua immagine suggeriva un’interpretazione che andava in questo senso, visto il netto contrasto di luce tra le figure in primo piano e lo sfondo fatto di elementi sfuocati e disturbanti. Il criterio di giudizio è stato quindi guidato da questa immagine priva di armonia compositiva nella quale i due soggetti in primo piano sono abbastanza lontani e indifferenti tra loro e non mostrano alcun rapporto con lo sfondo. Un parere questo che naturalmente può non essere condiviso.

  9. Marco Furio Perini scrive:

    Non mi dice molto, perchè non riesco a coglierne un significato, sicuramente per miei limiti. In particolare non saprei trovare un nesso tra tutte le figure che compongono l’immagine, a parte l’abbraccio tra i due bambini, ma quello è un altro discorso che non appartiene in origine al tuo scatto… Ciao

  10. Domenico Brizio scrive:

    @ Gioacchino: “Il “copia e incolla” non è un termine ma una funzione e un’arte a volte raffinata”

    Il ‘copia e incolla’ non è un’arte e la raffinatezza scoperta fa perdere ogni residuo significato alle opere che lo contengono, imho.

  11. Fabio Panzavolta scrive:

    Il “copia e incolla” è una delle tantissime funzioni di fotosciop(mi piace chiamarlo così) come dire, una parola del vocabolario.
    Con tutte le parole contenute nel vocabolario si possono scrivere poesie bellissime, ma non tutti ne sono capaci !!
    Poi ciò che noi vediamo può piacerci o no.
    L’importante è esprimerci attraverso il cuore utilizzando le tecniche che più ci piacciono.

  12. Amoruso Pasquale scrive:

    Io ritengo la Foto di Matteo un bel colpo d’occhio, forse perche conosco Matteo e so che quando usa PS nol lo fa per attaccare immagini ma solo per valorizzarle e lo sa fare benissimo dall’altro canto posso garantirvi che questa non è un collage ma un immagine colta come solo l’occhio esperto di un fotoamatore può fare.
    Devo fargli i miei complimenti.

  13. Castellani Gioacchino scrive:

    Domenico
    “Il copia e incolla non è un’arte…”, forse ti sei dimenticato che in fotografia è esistito il fotomontaggio. Un’arte di cui si sono avvalsi molti grandi fotografi a partire dalla fine del 1800. Uno dei più grandi è stato Rodcenko che su invito di Majakovskij iniziò nel 1923 illustrando il poema Di questo (Pro eto). Non dimentichiamo poi la scuola del Bauhaus e tanti altri come K.Posadecki e M.Berman in Polonia, J.Kolar in Cecoslovacchia, Josep Renau, Max Ernst ecc… ecc…
    Se ti documenti in internet, scoprirai anche tu quest’arte e forse ti verrà la voglia di sperimentare.
    Saluti, Gioacchino

  14. Domenico Brizio scrive:

    @ Gioacchino
    Indubbiamente…, ma permettimi di non essere in linea con il tuo pensiero. E proprio in relazione a quel modo di modificare la visione del mondo fisico che mi riferivo, anche… i mezzi sono cambiati, ma il modo rimane. Non sempre c’è un ‘grande fotografo’ dietro ad un ‘grande bluff’… modificare i rapporti geometrici, inserire ciò che non hai visto, stratificare più scatti un un’unica visione mi racconta ANCHE come è fatto il fotografo, il suo pensiero del mondo, la sua percezione, e spesso non mi entusiasma, imho.

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