Amoruso Pasquale – Manfredonia (FG) – Seduta in ombra

541 Amoruso Pasquale sedute approssimative

Come un ombra possa raccontare un oggetto piu di quanto esso possa fare

Popularity: 1% [?]

Comments (5)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Bè, diciamo che nella foto l’ombra “aiuta” a raccontare l’oggetto che è ben visibile, tranne solo nella parte alta della spalliera. Se era tuo intento narrare l’ombra, avresti dovuto nascondere di più la sedia. L’ombra racconta solo la forma (de-formata). La porzione di sedia racconta anche la materia, il “colore (il tono nel B/N)” e la superficie.
    Quello dell’ombra è un tema molto interessante. In effetti anche la fotografia non è che “un’ombra” della realtà.

  2. Enrico Maddalena scrive:

    Le prime fotografie erano “ritratti d’ombra”. Talbot chiamava le sue prime prove “shadographie” che significa per l’appunto “scritture d’ombra”. Ci è tornato su Man Ray e non solo.
    Scusa Massimo, unisci con la parte sopra.

  3. “raccontare un oggetto piu di quanto esso possa fare”: però se si vede l’oggetto si perde un po’ di libertà interpretativa.
    Quello che mi piace dell’ombra, dimenticando di vedere la sedia, è che sembra realizzare un “negativo” della realtà nella parte della seduta: il prato è bianco con ciuffi neri, nell’ombra grazie ai fori si ha l’effetto negativo, prato nero e ciuffi bianchi. Da qui può partire l’interpretazione personale.

  4. Fabrizio P. scrive:

    D’accordissimo con l’analisi di Maddalena aggiungerei che un’ombra non racconta l’oggetto da cui proviene, ma sei tu che attraverso quell’ombra interpreti una visione personale che spesso non e’ piu’ l’oggetto, ma altro, qualcosa di piu’ introspettivo che e’ interessante indagare.Dopotutto la Fotografia e’ l’indagine che l’autore fa di se’.Ciao

  5. Amoruso Pasquale scrive:

    Grazie Enrico,Stefano e Fabrizio

Leave a Reply