Sara Perotti – Terni – Ricordi di famiglia

574 Sara Perotti Ricordi di famiglia

Ricreare un Momento che mi manca…

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Comments (14)

 

  1. maurizio tieghi scrive:

    bella, significativa, emozionale, familiare, evocativa, digitale, non banale, surreale e reale. Sua altezza la Fotografia.

  2. Enrico Maddalena scrive:

    Il fotografo è simile ad un chirurgo e la macchina è il bisturi per mezzo del quale, dall’inarrestabile flusso del tempo, egli ritaglia un istante rendendolo eterno. In questo caso Sara ha assunto anche le vesti di contadina, “innestando” due istanti di tempo lontani fra loro, quasi a voler ricostruire e rendere attuale un momento che è ormai passato e che vive solo nel ricordo.
    Un saluto
    Enrico

  3. Fabio Panzavolta scrive:

    Bellissima!!!
    per me non c’e altro da aggiungere

    Fabio Panzavolta

  4. Antonio Esposito scrive:

    Idea geniale… un bel racconto.

  5. Marco Furio Perini scrive:

    Soprattutto ben realizzata, mica facile far combaciare così bene le architetture riprodotte sulla foto a quelle reali. Con un pizzico di imprecisione in termini di dimensioni credo, il che non guasta affatto, anzi mette al riparo l’immagine da una verosimiglianza troppo marcata arricchendola di un effetto vagamente surreale…. Brava Sara, ciao

  6. franca catellani scrive:

    Eccome come una immagine, si pone sotto processo spolverandosi di tutte le tecniche o estetiche ma non leva la polvere quella che resta in ognuno di noi sotto forma di ricordo .La funzione della fotografia io l’ho conosciuta cosi’, da mio padre quando fotografava tutti noi figli con il vestito bello della domenica davanti alla porta di casa, il primo incontro con i miei nonni è stato il quadro grande in casa mia, a breve mio figlio diventerà padre e la prima cosa che mi ha chiesto mamma mi tiri fuori le foto di quando ero piccolo ! non le aveva mai guardate.
    Mi piace quando le persone, ancora fotografano per ricordare. Senza pretese che ciò che scattano sia un capolavoro di tecnica e arte fusi assieme. Lo fanno e basta anche se, quando incontrano un fotoamatore evoluto magari gli dicono:” scusa me la faresti una foto tu con la tua macchina che sicuramente viene meglio?”.
    Per anni la fotografia italiana era costituita da fotoamatori, quelli che, per intenderci, avevano iniziato a fotografare i parenti, il nonno i fratelli o la morosa. Solo dopo si sono accorti che erano diventati fotoamatori. E questa è diventata un’altra storia .

  7. Enrico Maddalena scrive:

    Ciao Franca,
    mi piacciono le tue argomentazioni. La foto cosiddetta documentaria è spesso bistrattata rispetto alla foto cosiddetta artistica. Eppure la dimensione all’interno della quale la fotografia si fa superiore alla pittura è proprio nella sua capacità di documentazione, di finestra sul referente, di “indice” per dirla con Peirce. Agli inizi la fotografia soffriva di un complesso di inferiorità rispetto alla pittura e cercava di scimmiottarla. Prima della fotografia ho amato il disegno e la pittura che continuo a praticare.
    Se fossi costretto a perdere delle foto ed a scegliere quali, non avrei esitazioni: perderei tutte le mie foto “artistiche” per conservare quelle dei miei figli, di mia madre e di mio padre, di mia moglie da quando eravamo fidanzati.
    Un saluto
    Enrico

  8. Gioacchino Castellani scrive:

    Idea non originale, se non sbaglio Stephen Shore ha usato un’immagine simile per la copertina del suo libro “Lezione di Fotografia”, solo che al posto della coppia c’era una nave e dietro il mare. Quindi tutt’altro che un’idea geniale ma un’imitazione ben riuscita.

  9. Enrico Maddalena scrive:

    Non sbagli Gioacchino. Anzi ho visto molte altre foto come questa su Repubblica ed erano di un fotografo di cui non ricordo il nome, che univa in questo modo foto attuali su foto di molti decenni prima degli stessi ambienti .
    E’ difficile essere originali in fotografia. Come diceva Ando Gilardi: “Esistono più foto di elefanti che elefanti” a dire che si è fotografato praticamente tutto. Certo il compito del fotografo è quello di insegnare a vedere in modo nuovo, ma non possiamo pretendere che ci riescano tutti e sempre. Perfino i più grandi pittori hanno imparato a dipingere copiando i maestri.

  10. Paolo Bonciani scrive:

    a Livorno si dice :famoso per aver inventato il buo alla conca!

  11. Sara Perotti scrive:

    Innanzi tutto volevo sentitamente Ringraziare tutte le Persone che hanno Commentato e espresso Giudizi/Opinioni sulla mia Foto: siete stati utilissimi, oltre che gentili! Grazie!
    Inoltre volevo confermare che mi sono ispirata proprio a Shore per creare questa Immagine proprio per ricreare il Legame tra un Passato che mi manca e un Presente che Vorrei somigliasse di più ai Tempi che Erano…
    Grazie ancora a tutti!

  12. Inventare, sorprendere, sbalordire… io non credo che la fotografia sia questo. Io credo che alla base di tutto deve rimanere l’emozione anche quando si scatta una “fredda” architettura. In questo caso mi concentrerei sul significato dell’immagine e non starei li a capire se l’immagine è originale o no! Ciao Pino

  13. Roberto Depratti scrive:

    Brava Sara …..una buona idea che lega comunque ricerca ed emotività.

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