Andrea Trucchia – Certaldo (FI) – Costa Concordia

575 Andrea Trucchia Costa Concordia

Costa Concordia, la tragedia dell’Isola del Giglio

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Comments (10)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Mi scusi l’autore, ma di fronte a questa tragedia, non me la sento di commentare la foto. Solo un pensiero per le vittime, per coloro per le quali il sipario della vita è ingiustamente calato.

  2. Antonio Perrone scrive:

    come non sottoscrivere quanto detto dal sig. Maddalena, scatto che forse non sarei mai riuscito a fare

  3. maurizio tieghi scrive:

    come era inevitabile il relitto della Concordia è diventato un’icona mediatica e quindi anche soggetto fotografico di grande interesse. Questa è a mio parere un’ottima fotografia, il bravo autore è riuscito a comporre un’efficace immagine usando perfettamente i due elementi fatti dall’uomo. Rispetto ovviamente il riserbo di altri reticenti a scattare foto e/o a mostrale nel ricordo delle vittime, concordo con la scelta della redazione di pubblicare l’immagine e con la libertà dell’autore nella scelta di averla scattata ed inviata. Forse per paradosso dovremmo essere più attenti in altri casi noi fotoamatori in memoria di altre vittime, per esempio quando scattiamo foto con la presenza di sigarette, oppure alle automobili, ma anche alle ciminiere, ecc.

  4. Antonio Perrone scrive:

    vorrei educatamente puntualizzare il mio “non sarei riuscito a fare”… vedo che l’autore della foto (impeccabile tecnicamente) ha dovuto fare non meno di 160 km per scattare questa foto (almeno da quanto leggo sopra) … io non avrei fatto tutta questa strada per portarmi a casa uno scatto del genere… ragionamento forse un po contorto ma questo è quanto mi sentivo di dire

  5. Mauro Marchetti scrive:

    Questo è un sito fotografico ed in quanto tale c’è da osservare le fotografie.
    Quanto è accaduto è sotto gli occhi di tutti, quello che ci mostra l’autore, a prescindere dalle intenzioni e dalle motivazioni che potremmo tranquillamente ignorare, è uno scatto grazie al quale si può riflettere sull’irrisorio valore degli oggetti messi a confronto con il valore della vita umana.

  6. Andrea Trucchia scrive:

    Buonasera a tutti,
    grazie prima di tutto per i vostri commenti, sia per chi ha capito e chi non.
    Vorrei prima di tutto dirvi che per me non è stato un “divertimento” e ci tengo a puntualizzarlo, anzi mi ritengo offeso dalle persone che lo hanno pensato.
    Per prima cosa vorrei spiegare a qualcuno che la fotografia non è solo “la foto della domenica” ma è molto di più la fotografia è documentazione, la documentazione è informazione, col tempo storia.
    E’ grazie alla storia che tutti noi dovremmo ricordarci degli errori commessi per non ripeterli in futuro. (questo per difendere la mia professione e quella di centinaia di persone che sono li ancora oggi a documentare l’accaduto e vi informano tramite i mass-media), pensate che per loro sia facile fare questo lavoro? Vi dico subito di NO.
    Se me lo permettete mi sento di dire una cosa a queste persone… “Bravissimi state facendo un lavoro eccezionale”.
    Con questo credo di avere risposto anche alla citazione “scatto che forse non sarei mai riuscito a fare”, aggiungo meno male che qualcuno a il coraggio di affrontare la realtà, anche se con tanta rabbia e tristezza nell’assistere a certe vicende.
    Vi voglio postare un link http://www.worldpressphoto.org/ pensate che per loro sia facile?

    Ho visto le persone che facevano fotoricordo… beh per loro sono d’accordo con voi. NO COMMENT!

    Spero di aver chiarito le cose e ringrazio la redazione di Foto.it per aver pubblicato la foto e soprattutto di aver capito le mie emozioni per poterle condividere con tutti voi.

    Grazie

  7. lucy franco scrive:

    io vedo una fotografia documentaristica fatta molto bene, con una narrazione emotiva e assolutamente rispettosa della situazione.
    Le cose succedono, purtroppo, anche quelle che nessuno di noi vorrebbe, e la differenza sta nella forma scelta per raccontarle.
    Questa forma qui mi piace molto

  8. maurizio tieghi scrive:

    @Andrea Torchia, pur nel rispetto di tutte le professioni io andrei cauto prima di dichiarare che ” … ma è molto di più la fotografia è documentazione, la documentazione è informazione, col tempo storia.

    Da Gillo Dorfles … a secondo del contesto in cui la fotografia venga usata, la stessa verrà a realizzare la duplice funzione di latrice d’un messaggio iconico, e altresì quella di latrice d’un messaggio simbolico che sarà costituito dalla particolare simbologia assunta da alcuni tratti caratteristici, spesso addirittura istituzionalizzati, e costituenti appunto una doppia articolazione del linguaggio fotografico rispetto alla prima articolazione iconica dello stesso. Non solo; ma a seconda della maniera il fotogramma sarà stato eseguito, manipolato, presentato, ecc. si verrà oltretutto a conferire al singolo oggetto, o al singolo evento, un suo speciale valore significativo ed espressivo, ben diverso da quello che della pura e semplice resa fotomeccanica della “realtà”

  9. Paolo Bonciani scrive:

    il fotoamatore rispetto al professionista ha il grande vantaggio di non dover lavorare su commissione,quindi può fotografare tutto ciò che vuole,sopratutto può esprimersi nel modo che ritiene più opportuno.Libertà di scatto quindi anche a costo di sollevare un grosso polverone sopratutto da parte di chi, con argomenti dotti e con grande facilità di linguaggio cerca di spiegare ,leggendo il messaggio inoltrato, quando il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto.Con tutto il rispetto per la cultura e la conoscenza della materia da parte dei vari critici,mi sento,per l’occasione, di poter citare un vecchio e famoso proverbio “le chiacchere stanno guoppa o vento”. Il tempo sarà quello che potrà dare ,almeno in parte,giustizia a quanto scattato.Pretendere di mettere tutti d’accordo sul giudizio è semplice utopia ed allora che cosa rimane se non la libertà di scatto, seguendo il proprio istinto e quanto al momento ci detta lo spirito ed il cuore. Rimane importante accettare quanto di positivo o negativo scaturirà dai commenti sul nostro impegno di cui potremo farne anche tesoro o gettare il tutto nel cestino Ciò che più conta è sentirsi in pace con se stessi con la consapevolezza di aver operato con la massima onestà di intenti .

  10. Domenico Brizio scrive:

    Trovo che la bottiglia di plastica (?) a due terzi dall’alto e sul lato destro dell’immagine sia da evitare in una ‘buona composizione’ per il punto di interesse visivo che genera, così la vignettatura nel reportage, quando possibile, IMHO.
    L’ambigiutà del soggetto principale è l’interesse che mi prende. Il resto è cronaca. Una fotografia non necessariamente deve dire del ‘lavoro’ per farla, e l’eventuale giudizio che prende le mosse dal ‘lavoro’ è ininfluente sul piacere visivo che deriva dal guardare la fotografia, IMHO.

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