Antonio Perrone – Guidonia (RM) – Via d’uscita

580 Antonio Perrone Via d'uscita

San Petronio, a Bologna

Popularity: 1% [?]

Comments (20)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Molto bella ed azzeccato anche il titolo. Il formato quadrato è il più indicato a delimitare il motivo anch’esso quadrato delle mattonelle centrali. La cornice scura delle lastre perimetrali rende ancora più statica e chiusa l’immagine. L’angolazione nadirale elimina ogni fuga prospettica. Una composizione che blocca l’occhio al centro dell’immagine, se non fosse per quella figura che, col suo tono scuro, attira fortemente l’attenzione ed include un forte senso di movimento lungo la diagonale. Tutte le scelte tecniche e compositive sono mirate alla realizzazione dell’idea dell’autore che dimostra così padronanza del mezzo.
    Un saluto
    Enrico

  2. Sara Perotti scrive:

    Molto interessante… titolo azzeccato per questo Labirinto di Mattoni!

  3. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    questa figura in cerca di una via d’uscita mi porta con la mente al nostro momento storico/politico, riusciremo noi, Popolo Italiano, a trovare la “via d’uscita”?
    uno scatto ben eseguito complimenti.
    ciao Giuliano.

  4. Marco Furio Perini scrive:

    L’uomo me lo immagino mentre rimbalza da un angolo all’altro, da un lato all’altro senza poter trovare uno sbocco, una via d’uscita appunto come ci dice il titolo. Una composizione davvero bella ed essenzialmente funzionale ai fini del messaggio, bravo Antonio. Ciao

  5. Enrico Maddalena scrive:

    Una riflessione su come una immagine possa essere letta diversamente a seconda delle “abitudini” e delle culture.
    Noi occidentali siamo abituati a leggere da sinistra a destra e dall’alto in basso. Provate a salvare l’immagine e, con Photoshop, ribaltatela orizzontalmente (Immagine/Rotazione immagine/Rifletti quadro orizzontale).
    Nell’immagine originale l’uomo sembra “tornare indietro” come se stesse tornando a casa. In quella ribaltata ci appare invece procedere in avanti. Un arabo proverebbe sensazioni opposte.
    E’ proprio la nostra abitudine alla lettura che impone al quadro un indietro ed un avanti, come il fatto di essere immersi in un campo gravitazionale ci permette di leggere un sopra ed un sotto, anche se l’immagine ci mostra un piano perfettamente orizzontale e sarebbe logico vedervi al più un nord ed un sud, un est ed un ovest. Chissà come leggeremmo le immagini se fossimo nati e vissuti su di una astronave.

  6. ambra menichini scrive:

    ……..è un circolo vizioso…………….ipnotica………..in un bw che è la sua casa naturale………..

  7. Domenico Brizio scrive:

    Trovo singolare che la texture di sfondo sia poco ‘prospettica’ mentre contemporaneamente la figura umana non sia stata ripresa zenitalmente… anzi mi fa pensare… m incuriosisce l’asse di ripresa…

  8. Enrico Maddalena scrive:

    La tua osservazione è giusta Domenico. Probabilmente le fughe prospettiche presenti all’origine sono state eliminate in Photoshop. Piccola precisazione: nadirale, non zenitale. Lo zenit è il punto sopra la nostra testa. Qui l’obiettivo è stato puntato dalla parte opposta, sul nadir.
    Buona giornata
    Enrico

  9. Antonio Perrone scrive:

    vi ringrazio a tutti per l’attenzione, il punto di ripresa ovviamente è dall’alto e precisamente sono sopra la Basilica di San Petronio a Bologna, si può salire solo la domenica mattina e ve lo consiglio, è davvero un bel vedere dell’insieme di Piazza Maggiore… la foto ha subito un leggero crop e sfruttato il warp con la taglierina di PS… giusto per avere un perfetto quadrato del pavimento

  10. Fabrizio P. scrive:

    Bella immagine, che mette insieme forma geometrica ed estetica insieme alla presenza umana che mette su un piano ornamentale il “disegno geometrico” del pavimento e gli da’ altro significato che va su un piano piu’ di concetto. Interessante riflessione di Maddalena sul modo di lettura a seconda della cultura. Sarebbe interessante proporla ad una cultura diversa dall’occidente e vedere come potrebbe cambiare.Interessante perche’ la Fotografia e’ un linguaggio che puo’ leggere chiunque essere umano ma questa riflessione mette un serio paletto, muro possiamo dire ,su come alcune immagini che non sono solo prerogativa dell’emotivita’ possano non essere comprese o meglio dire l’autore non si e’ posto questo problema dove la sua immagine puo’ essere letta, puo’ trasmettere il suo pensiero, ovunque.Un po’ come la musica dove la canzone tipica italiana rimane nell’ambito ristretto della sola Italia e solo alcune che hanno un carattere comunicativo sia musicale che di parole piu’ “allargato” possono trovare riscontro anche fuori dal nostro limitato territorio.Ciao
    Fabrizio P.

  11. Domenico Brizio scrive:

    @ Enrico

    Bella, molto bella Enrico, ma io non vedo il nadir perchè c’è di mezzo il geoide e sono costretto mio malgrado ad alzare la linea immaginaria che mi serve sopra la mia testa! E’ una congiungente impertinente! Tutti ‘sti aggiustamenti imperfetti mi intrigano…

  12. maurizio tieghi scrive:

    Questa è una fotografia quasi perfetta che rappresenta a mio parere benissimo il modo di fotografare (che diventa pertanto di maniera) di molti fotoamatori supportati dai loro numerosi estimatori. Trovo una sola cosa fuori posto che a mio parere avrebbe reso perfetto lo scatto in sua assenza, la figurina dell’omino. Onnipresente, piccolino sullo sfondo, da solo o in compagnia, tra le sbarre, avvolto in reti, con i suoi amati animali. Sempre lui e noi in lui ci identifichiamo. La fotografia amatoriale e amata per esempio nei concorsi è figurativa, per fare bella figura bisogna sempre portare con se la figurina.

  13. Antonio Perrone scrive:

    e pensare che ho anche aspettato che qualcuno passasse … al freddo gelido di Bologna :(

  14. maurizio tieghi scrive:

    @Antonio
    Spesso si ha la convinzione che per fare un’ottima fotografia si debba soffrire, la difficoltà nella sua esecuzione ci persuade che sia migliore di altre d’esecuzione più comoda. Si rimane in attesa al gelo di Bologna d’inverno per dell’attore involontario e non prevedibile per poter scattare la fotografia. Nella contesto del luogo che conosco abbastanza, ho sostato numerose volte alle finestre che danno sulla piazza della basilica di s. petronio, al secondo piano dell municipio, aspettando la comparsa della bella statuina, magari colorata in tono con il selciato, oppure ancora meglio se dotata di ombrello di tinta coincidente con l’insieme. Dopo anni ho maturato l’idea che gli appostamenti servono a chi pratica la fotografia naturalistica, oppure la caccia o la pesca , restando ore in attesa della preda, la fotografia non ha bisogno di ricreare il presepe eterno con tutte le belle statuine al loro posto. Affermo questo perché ho pensato ed agito allo stesso modo, ti parlo del mio vissuto perché ho la certezza di avere fatto solo fotografia d’ordinaria amministrazione seguendo le regoline della bella composizione.

  15. maurizio tieghi scrive:

    Antonio@
    dimenticavo un’ultima cosa, il posto di ripresa che ho scelto io è riscaldato d’inverno e con aria condizionata d’estate, nel salone ci sono comode sedie per sostare anche se erano più confortevoli divani che c’erano prima. ma la cosa migliore è che allo stesso piano si trova il museo dedicato a Giorgio Morandi, una visita alla sue opere ti può appagare più di qualunque foto fatta dal davanzale anche se nel piazzale dovesse transitare la Regina Elisabetta con tutta la corte reale d’Inghilterra.

  16. Antonio Perrone scrive:

    grazie per la dritta Maurizio… ormai Bologna avendo mia figlia che studia, sta diventando quasi la mia seconda città… terrò presente quanto mi hai suggerito… grazie

  17. franca catellani scrive:

    Fotografia intrigante , composizione quadrata, scelta giusta.
    La presenza dell’omino che quasi a tutti sembra ingabbiato,non poter uscire dal serraglio geometrico,
    nella mia testa gli sto suggerendo, prova piu’ in alto ,prova piu’ in basso e facendo questo pensiero lo metto in un movimento irreale mi diventa una immagine dinamica pur essendo statica ,molto molto bella imho !!

  18. Roberto scrive:

    A mio avviso un’ottima interpretazione …curata nei toni del BW proposto, nella composizione che denota occhio addestrato ……

  19. Domenico Brizio scrive:

    Quel che volevo dire è che l’autore non ha visto così, non poteva vedere così… però ce lo fa vedere (freddo o caldo che facesse :-) durante la ripresa)… Ah, le lezioni di Bicocchi sul ‘guardare’ e ‘vedere’, quanto sono interessanti e vere!

  20. Antonio Perrone scrive:

    Volevo ringraziare la redazione di FOTOIT per la pubblicazione su carta e la bellissima recensione del sig. Maddalena

Leave a Reply