Brunella Bianchini – Modena – Incomunicabilità

598 Brunella Bianchini sulla spiaggia

L’ho intitolata “Incomunicabilità”.
Gruppuscoli di persone con la stessa meta, la spiaggia, stentano a relazionarsi.

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Comments (8)

 

  1. Domenico Brizio scrive:

    Vedo nella parte alta due coppie di persone la cui vicinanza spaziale mi fa pensare che qualche parola l’abbiano scambiata o se la scambieranno o forse se la stanno scambiando ma la fotografia non dice. Vedo nella parte centrale altre due coppie che non procedono senza relazione, almeno dalla configurazione delle posizioni. Poi penso che l’incomunicabilità sia artificialmente ricercata combinando le ‘comunicazioni’ in corso.

  2. Fabrizio P. scrive:

    Secondo me il fatto di cogliere persone in una frazione temporale, come essi siano disposti nello spazio che inquadro, giocando anche tra reale e il suo riflesso non per forza deve sempre dare il senso di incomunicailita’. Io ricevo la stessa percezione di Domenico.Troppo frettolosa per me il mettere un titolo che non porta a quello, anzi l’immagine da’ il senso opposto sia per il luogo, sia per le persone, ma soprattutto per quel gioco tra reale ,riflesso, mosso.A volte certe icone ,simboli o altro vengono storpiati nel loro essere comunicativi ,come lo e’, purtroppo, la parola nel suo significato sul web. Ciao

  3. Enrico scrive:

    In effetti anch’io vedo il titolo forzato. Più che altro vi è rappresentato il movimento (attuale e passato: la traccia delle ruote). Ci sono persone che camminano insieme, non passanti che si ignorano. E già questa è comunicazione cui non serve necessariamente la parola. Stare insieme è già una forma di comunicazione. Non vedo proprio alcun nesso fra titolo e immagine, per altro manipolata. Ce lo vuole spiegare l’autore?

  4. franca catellani scrive:

    il titolo mi suggerisce il pensiero filosofico letterario di Pirandello- L’immagine in questione è formata da altra immagine sovrapposta creandone cosi’ frammenti di vita e momenti diversi con un dato solo in comune la spiaggia il mare -probabilmente per dirci che quel luogo ha vissuto incontri casuali – ma in momenti differenti – che ogni persona ha un proprio modo di vedere la realtà e dunque una propria verità, non può esistere una comunicazione che abbia basi oggettive e condivise. L’incomunicabilità produce quindi un sentimento di solitudine ed esclusione dalla società e persino da se stessi, poiché proprio la crisi e frammentazione dell’io crea diversi io discordanti (“Il nostro spirito consiste di frammenti”) che non risolvono la frammentazione se non facendo scoprire al personaggio di non essere poi nessuno.(lo sfuocato ?)

    Il personaggio di conseguenza avverte un sentimento di estraneità dalla vita che lo fa sentire forestiere della vita nonostante la continua ricerca di un senso dell’esistenza e di un’identificazione di un proprio ruolo. ? non so — forse —

  5. Fabrizio P. scrive:

    Franca ha scritto qualcosa di bello,interessante e molto riflessivo che pero’ a mio avviso non si accompagna all’immagine che riceve molto da queste belle parole e le parole stesse diventano la profondita’ del pensiero e l’immagine un suo possibile ornamento. Nella foto vedo delle tracce sotto e sinceramente con questi frammenti di immagini e di riflessi e di realta’ forse la parola “tracce” era la piu’ indicata ma non sarebbe stato quello che ha percepito l’autoreo quello che voleva “costruire l’autore. Peccato. Fabrizio P.

  6. maurizio tieghi scrive:

    questa è una fotografia molto interessante. prettamente di tipo concettuale e quindi i suoi significati devono essere aliene all’estetica storicizzata dell’immagine, non ha senso pertanto a mio parere cercarci dentro equilibri formali ma solo precarietà esistenziali. a mio parere è stata molto brava l’autrice a spiazzare l’occhio, quindi a darci un tormento, per esempio accostando tre immagini e usando più piani attribuendo loro una valenza basata sullo sfuocato e sul definito. Il titolo alla fine ci guida verso uno dei concetti molto presenti nel pensiero del secolo scorso, sono stati molti gli autori in diversi campi espressivi che hanno trattato l’argomento con le loro opere, mi piace qui il concittadino grande regista cinematografico Michelangelo Antonioni, di cui quest’anno ricorrere il centenario della nascita, e la sua trilogia sull’incomunicabilità

  7. Ringrazio per i commenti ricevuti, alcuni dei quali per
    me molto importanti.Inoltre aggiungo che il titolo
    corrisponde a ciò che io ho provato nel momento dello
    scatto alla vista di quelle persone.A volte non si riesce a
    trasmettere ciò che si rpova con una sola immagine.Grazie ancora,Brunella

  8. sono per i titoli didascalici e non mi piacciono quelli che mi portano a delle conclusioni che potrebbero non essere le mie dalla lettura dell’immagine. ALla difficoltà a ricostruire le immagini qui sovrapposte si aggiunge la difficoltà di trovare l’incomunicabilità del titolo. Vedo solo un po’ di gente che si gode il sole di una bella giornata invernale in riva al mare e aver dato quel titolo mi impedisce di provare a dare una lettura diversa, col risultato di non pervenire ad alcuna conclusione

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