Roberto Gasparrini – Recanati (MC) – Come gabbia

599 Roberto Gasparini Come gabbia

Una piacevole street che ad una successiva analisi mi ha colpito il cuore e la mente. S
cansione da stampa ai sali d’argento.

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Comments (17)

 

  1. Domenico Brizio scrive:

    Nel groviglio di tensioni geometriche dopo un po’ mi è apparsa una figura dolcissima. L’avrei isolata dal resto, ma forse, per contrasto, si pasce del resto per essere bella. No, non è in gabbia (figurata?): è semplicemente curiosa come sa essere una bambina senza strutture mentali preconcette.
    Anche se non sa forse dei sali d’argento…

  2. ambra menichini scrive:

    ……..”onde emotive”……..

    da ritmo la balaustra che danza………..mi sarebbe piaciuto vederla orizzontale escludendo la tapparella in alto e parte del cornicione sotto concentrando tutto l’occhio sulla bambina……..

    saluti

  3. Roberto Depratti scrive:

    La bambina, a mio modo di vedere, entra subito in gioco; molto buoni i contrasti che si generano …..intrigherebbe molto una visione in orizzontale che darebbe maggiore respiro all’insieme.
    Comunque complimenti!!!

  4. Marco Furio Perini scrive:

    La foto mi piace ma, come ha già detto Domenico, non scorgo nessuna “gabbia” reale o mentale che sia, lo sguardo incuriosito della bimba trasmette un normale stato di serenità infantile a mio avviso. Anche il taglio in verticale non mi dispiace, avrei preferito però vederla senza quel cassone copri-tapparella lassù… Ciao

  5. Enrico Maddalena scrive:

    Una inferriata può avere una funzione di prigione o di protezione. Quella del balcone è ovviamente in funzione protettiva. E’ in ogni caso un elemento che separa, una barriera.
    A differenza di un muro che isola totalmente dall’esterno, l’inferriata permette una comunicazione parziale: non possiamo giocare con lei, ma possiamo sorriderle, parlarle. Infatti la bambina ed il fotografo si stanno guardando e quindi, in un certo modo, stanno comunicando.
    A me l’inquadratura va bene così com’è, essa mostra un muro non intonacato, il legno a vista del telaio della porta-finestra, una casa popolare, povera, dando una informazione in più sullo status sociale della bimba.
    Nell’angolo inferiore sinistro della finestra, si nota la manica della camicia di un adulto. Forse un elemento di distrazione che potrebbe essere eliminato. Noto anche la presenza dell’unica molletta da bucato nello stesso riquadro dove è la bambina, elemento casuale ma che si pone come una specie di accento sull’elemento significante dell’immagine.
    Un saluto

  6. franca catellani scrive:

    Bella immagine -bella foto mi piace cosi’ ,anche il taglio verticale di affonda lo sguardo dentro, entri nonostante la barriera ,lo sguardo della piccina ti cattura,uno sguardo curioso – attento , è il frammento di un film neorealista -

  7. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    Bella immagine, mi piace ilsottinteso dialogo esistente tra la bambina ed il fotografo, nell’insieme non trovo elementi di disturbo ma elementi che rappresentano una realtà onesta.
    cordialmente Giuliano Andrea R

  8. maurizio tieghi scrive:

    quest’immagine è fatta da una macchina fotografica. Bella scoperta qualcuno dirà. Giusto ma quasi sempre i fotografi pensano che il mezzo utilizzato sia influente se messo a confronto con la creativa e maestria di chi pigia il pulsante di scatto. La macchina fotografica rende vano l’impegno dell’uomo ha messo nei suoi manufatti, per per renderli armonici, per mantenere le linee perfettamente orizzontali e verticali. La macchina ha invalidato in una frazione di secondo un dogma vigente da millenni. Questo è un grande problema perché ora si è propensi a considerare reale quello che mostra la macchina e non quello che il nostro occhio riconosce come sbagliato. Tutto il resto che viene mostrato è consuetudine, anche la figurina tra le finte sbarre, e quindi non sorprende. Per i pochi che nutrissero dubbi al riguardo consiglio la lettura di “per una filosofia della fotografia” di V. Flusser.

  9. Cube scrive:

    Ringrazio tutti per i commenti positivi. A riguardo della gabbia/protezione, il titolo e’ suggerito piu’ dai sentimenti provati in quel momnento che dalla reale comunicazione che si respira nella foto: la bimba e’ curiosa e vorrebbe avvicinarsi…ma non puo’..non glielo permettono. Rimango incuriosito dal commento di Maurizio Tieghi che non ho ben compreso (e che invito a spiegare con piu’ semplicità)

  10. Roberto Gasparrini scrive:

    P.S. “Cube” sono io. Mi sono accorto ora che ero loggato male :)

  11. maurizio tieghi scrive:

    @ Roberto
    le linee verticali hanno una distorsione prospettiva dovuta all’obiettivo montato sulla macchina fotografica, nella realtà le linee orizzontali sono perfettamente parallele tra loro. Nell’immagine fotografica se ripresa dal basso verso l’alto questa situazione è usuale quindi diventa norma, anche se questo fatto dovuto all’apparecchiatura (al suo inconscio tecnologico) per scattare foto differisce da come stanno veramente le cose. La foto della finestra con il balcone, se guardata da chi non ha inconsciamente assimilato questo concetto, sembra storta, poniamo il caso che l’immagine venga scoperta tra centinaia d’anni in uno scavo archeologico e sia l’unico reperto della nostra epoca, si sentenzierà che nel 2000 dopo Cristo si fabbricavano case con le finestre più strette nella parte alta. Usando lo strumento modifica prospettiva con PS si evitava questo mio ragionamento alquanto distorto e che tu lo dovessi poi tradurre. Concludo riportando il pensiero elaborato da altri che l’immagine fotografica ha la capacità di condizionare la concezione del mondo più di quanto non abbia fatto nel passato la parola, ma di questo i fotografi ne sono del tutto inconsapevoli.

  12. maurizio tieghi scrive:

    Tutti gli interventi hanno confermato l’ipotesi suggerita dall’autore della barriera come gabbia, libera associazione di tipo letterario-poetico per rafforzare il senso dell’immagine, io mi identifico nell’impossibilità (costrizione) della bambina di essere libera. Molto forzata come metafora che potrebbe trovare solo un senso nella fotografia amatoriale, nella realtà l’inferriata è un sistema di sicurezza! quindi protegge la bambina! evita di farla precipitare.

  13. maurizio tieghi scrive:

    @Roberto.
    già era incasinato il discorso di suo, però le linee in discussione sono solo quelle verticali, ho menzionato le orizzontali, anche se non perfettamente in bolla, per errore di scrittura.

  14. Enrico Maddalena scrive:

    “Tutti gli interventi hanno confermato l’ipotesi suggerita dall’autore della barriera come gabbia”

    Tutti?!?

  15. maurizio tieghi scrive:

    mi correggo, quasi tutti hanno confermato

  16. Roberto Gasparrini scrive:

    Ok Maurizio, ora e’ tutto chiaro. Grazie

  17. Enrico Maddalena scrive:

    Nei corsi di disegno, una delle raccomandazioni che vengono fatte, è di disegnare quello che si vede e non quello che si sa. Il principiante passa più tempo ad osservare il foglio, l’esperto ne passa di più ad osservare il soggetto mentre la mano traccia i segni sulla carta. Il risultato è che il primo ottiene dei disegni disarmonici, il secondo invece ne fa di armonici e verosimili. Che voglio dire?
    Già la prospettiva rinascimentale, quella basata sulla matematica, aveva dimostrato che, se guardiamo verso l’alto, le linee di fuga di elementi paralleli (come i lati di un palazzo o le aste di una inferriata) convergono in un punto al di sopra della linea dell’orizzonte. La prospettiva ha preceduto la fotografia che, in un certo senso, ne è figlia. La macchina fotografica ci ha permesso di vedere ciò che prima non vedevamo, essa non deforma niente, o per lo meno non più di quanto non facciano i nostri occhi. E’ il cervello che “corregge”, in effetti deformando l’oggettività della visione. Unica differenza fra l’occhio e la macchina è che la pellicola è piana mentre la retina è curva. Le “correzioni” che gli architetti greci apportavano alle loro architetture (il Partenone ne è un esempio), erano in realtà delle vere e proprie deformazioni perchè il cervello venisse ingannato in senso opposto.

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