Viera Vodrazkova – Riccione (RN) – Sapori di un tempo

607 Viera Vodrazkova Sapori di un tempo

Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione riguardo questo scatto che fa parte di un mio progetto che vorrei portare avanti.
Purtroppo avendo presentato alcuni di questi lavori altrove hanno avuto la risposta molto negativa e questo mi fa venire voglia digettare la spugna…il sito dove ho presentato le foto si basa sulla votazione e non sul giudizio verbale che comunque preferisco.
Grazie per qualsiasi commento anche negativo purchè spiegato per poter imparare.

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Comments (10)

 

  1. lucy franco scrive:

    tento una analisi di questa fotografia, raccogliendo l’invito dell’autore

    intanto il taglio mi sembra penalizzante per il soggetto, uno still life, che ha regole ben precise.
    una è appunto l’inquadratura che deve distribuire i pesi in modo armonico.
    qui è un po’ soffocante questo spazio che si chiude improvvisamente, specialmente lo avverto sulla sx dove vedo addirittura una noce e una pera tagliate.
    ancora, la disposizione non la trovo armonica, gli elementi hanno linee oblique che si intersecano e non danno tregua allo sguardo che non sa davvero dove posarsi
    poi la luce, sembra essenzialmente provenire da spot, che illuminano a chiazze, e questo non aiuta a rendere “legati” tra loro i vari elementi dello still life, anzi da il senso della frammentarietà e in qualche modo rende difficile la visione nell’insieme.
    il colore, non so se voluto, mi sembra senza grossi guizzi di tonalità, se non quella creata dalla luce, ma questa potrebbe essere una scelta dell’autore.

    uno scatto che rifarei, provando ad allontanarmi o usando un ‘ottica diversa, e una luce diversa.

  2. Enrico Maddalena scrive:

    Quoto Lucy e aggiungo gli elementi di disturbo:
    il manico del recipiente in rame che compare dietro la forma di cacio.
    Le foglie secche appiccicate sulla stessa forma.
    Il bastone per il miele che interferisce con il formaggio cui si appoggia ed il becco del bricco.
    Mentre il coltello da formaggio guida l’occhio all’interno della composizione, la pera è orientata in direzione opposta.
    Troppi elementi disposti in maniera caotica e taglio troppo stretto. La disposizione degli oggetti deve rispondere ad una logica d’uso e, più ancora, ad una logica geometrica. E’ la composizione che va curata di più.

    Gettare la spugna? E perché mai? Prima di poter dire di essere arrivati, è necessario partire e camminare :-)
    I risultati arriveranno lungo il cammino.

  3. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    Ciao Viera, concordo pienamente lìanalisi fatta da coloro i quali mi hanno preceduto ed a queste non aggiungo altro. Conoscendo la tua bravura ti consiglio di non gettare la spugna, anzi di insistere nel tuo progetto seguendo le dritte che ti hanno dato.
    ciao Giuliano.

  4. Marco Furio Perini scrive:

    Gettare la spugna Viera…?? Ti conosco virtualmente da anni, e so che in questo tempo non hai fatto altro che crescere fotograficamente, raggiungendo livelli invidiabili nei generi che preferisci, come questo (d’altronde i vari riconoscimenti che hai avuto lo confermano). Riguardo alla foto, adoro queste tonalità soffuse che si adattano perfettamente al rustico del soggetto. Vero comunque quel ti hanno detto, quel bidoncino del latte come dimensioni ed anche tonalità sbilancia un po’ l’equilibrio dell’immagine. Ciao

  5. Domenico Brizio scrive:

    Un esempio di fotografia che non mi racconta del suo autore, della sua capacità di vedere senza ‘trasformare’ le posizioni degli oggetti. D’altronde disporre per fotografare non significa guardare, nè guardarsi dentro, imho.

  6. maurizio tieghi scrive:

    Mi piacerebbe conoscere quella che era l’intenzione dell’autrice della fotografia con natura morta. L’unico cosa che conta è questa. I commenti che ho letto rimandano quasi esclusivamente a errori nella disposizione degli oggetti e la luce che arriva su di loro, come se da più di un secolo anche i pittori non avessero smesso di usare il goniometro e la squadra nel fare le loro opere. Ma molti intendono la fotografia solo come la fotocopia perfetta di alcuni quadri nel passato, infatti specialmente sul web nei fare complimenti ad una foto si usa spesso dire: che bella sembra un quadro! Mentre il pittore dimostrava la sua grande maestria usando un numero elevato di oggetti il fotografo deve fare l’opposto, ridurre al minino le cose da mostrare. Per far felici i cultori della fotografia concettuale non si deve mostrare niente sul tavolo, solo l’ombra di un qualcosa non ben definito. Questo darebbe anche la felicità ai critici perché darebbe addito loro di mostrare la loro capacità di retorica, sovente basata sul quasi nulla.

  7. Apprezzo lo studio della luce, meno l’inquadratura. Ma non è il mio genere anzi non capisco quelli che hanno questa pazienza di fotografare nature morte. Potevo capirlo con la pittura, ma con la fotografi non ci riesco

  8. Enrico Maddalena scrive:

    @Giovanni
    Il pittorialismo non è mai morto in fotografia. E forse è bene così. La natura morta è sicuramente un campo dove far pratica con la composizione e la luce.

  9. Giovanni Pandolfi scrive:

    Ciao Viera, mi piace ritornare su questa tua foto (già conosciuta), ho letto con attenzione i commenti che accompagnano questo scatto. Finalmente ho trovato i motivi della mia incertezza nel giudicare lo scatto; sono stati esposti con molto garbo da Lucy, da Enrico e dagli altri. Vorrei aggiungere qualche cosa a questi preziosi consigli critici. La tecnica utilizzata assomiglia a quella del “Light Painting”, a cui è mancato il progetto del percorso che deve fare la sorgente luminosa sugli oggetti. Nella foto vi sono parecchie zone d’ombra che sembrano incoerenti, fasci di luce provenienti da angolature diverse. Penso che questo contribuisca a disorientare la concentrazione dell’osservatore. Noi percepiamo un oggetto per volta, per ogn’uno ne facciamo un’identificazione comparativa, se in una foto la direzione della luce cambia da oggetto a oggetto, percettivamente la visione ne soffre (notiamo psicologicamente l’incoerenza della provenienza dell’illuminazione), pertanto proviamo fatica a leggere tutta l’immagine; una conseguente scarsa attrazione.
    Giovanni.

  10. Viera scrive:

    Intanto vi faccio le mie scuse per non aver risposto prima ma non sapevo che questa foto è stata accetata e pubblicata,perchè non mi è arrivato nulla per @.
    Vi ringrazio a tutti per esservi soffermati e espresso il vostro giudizio.Farò tesoro di ciò che mi avete suggerito e scritto.

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