Leone Cameli – Silvi (TE) – Presenza o assenza

613 Leone Cameli presenza assenza

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Comments (4)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Leggo secondo la metodologia del Taddei:

    Il cosa (ciò che era davanti all’obiettivo):
    Una sedia sgangherata in un ambiente in disuso ed in abbandono. Una carriola rovesciata accanto ad una vecchia porta di legno, un vascone in mattoni che probabilmente svolgeva le funzioni di una mangiatoia. Il vascone contiene del materiale che sembra essere paglia, per cui forse l’ambiente svolge ancora qualche funzione. Sulla parete sopra il vascone, degli anelli di ferro infissi nel muro, probabilmente dove venivano legati gli animali. Un pavimento dalle originai mattonelle romboidali, sporco. L’ambiente sembra quello di una stalla. Una luce direzionale proveniente da una finestra fuori campo.

    Il come (le scelte del fotografo):
    Il formato è quadrato, la sedia è in primo piano ed al centro dell’immagine, costituendone il soggetto principale. È stata impostata una profondità di campo estesa al fine di descrivere con precisione tutto l’ambiente. La sedia, probabilmente posizionata opportunamente dal fotografo, è illuminata da una luce calda che contrasta con il colore azzurrognolo della parete di fondo. Sembra quasi essere investita da una luce teatrale che ne accentua ancora di più il ruolo di protagonista.

    Il perché (l’intento comunicativo dell’autore):
    Già il titolo ci pone una precisa chiave di lettura: “Presenza o assenza”. Tutto l’ambiente, compresa la carriola, evocano il lavoro. La sedia in particolare evoca l’uomo ed il riposo. Nell’ambiente non c’è nessuna forma di vita, solo cose, ma cose che richiamano ad esseri viventi presenti un tempo, o forse solo momentaneamente assenti. Lo stato di degrado e di abbandono evoca fortemente un tempo passato, una vita legata al lavoro dei campi ed all’allevamento del bestiame. L’uomo non è presente nell’immagine, ma le sue cose lo raccontano e lo fanno con forte intensità. Un passato che è ormai trascorso ma che continua, attraverso questi segni, ad essere presente.

    Un saluto
    Enrico Maddalena

  2. Domenico Brizio scrive:

    Si, tutto fa pensare che il luogo sia in forte abbandono da tempo, diciamo una cinquantina d’anni? :-)
    Mi torna molto della descrizione di Enrico, tranne il pavimento: non mattonelle ma una platea di cemento successivamente ‘cancellata’ con un motivo per conferire più stabilità alla deambulazione degli animali ospitati, evitando magari uno scivolamento eccessivo con lo zoccolo…
    Assenza è la risposta al quasi quesito del titolo: non riesco a non immaginare la vita che vi si svolgeva, ben suggerita dalla fotografia. Un’archeologia, quasi simbolica di quel pastorale che rimane in noi nonostante le frequentazioni delle metropoli.

  3. lucy franco scrive:

    sottolineo la bellezza di questa luce che rischiara appena, sembra non voler disturbare un oblio stanco di cose e di ricordi

  4. franca catellani scrive:

    mi piace questa luce, calda fioca ,ricorda le vecchie stalle di campagna dove alla sera si illuminavano solo con uno spiraglio di sole calante dalla porta, sembra il frammento di una vecchia stalla abbandonata , una stalla piccola,la vasca di pietre il deposito del fieno o della paglia per fare il letto alle mucche, grazie alla fotografia che mi riporta in visione una memoria vissuta da piccola

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