Giuliano Andrea Ravasio – Treviolo (BG) – H.23 iphone

614 Giuliano Andrea Ravasio Iphone-h.23

Sono circa le 23 e sto passeggiando per le vie della mia città la città sembra dormire davanti alle vetrine non si ferma nessuno. Mi piace la sensazione di tranquillità che provo, prendo l’I phone e comincio a scattare.

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Comments (8)

 

  1. Fabrizio P. scrive:

    OK!!! L’I PHONE da questo tipo di trama che conferisce una certa particolarita’ all’immagine, quindi una particolare percezione, un po’ come quando si usava la pellicola 3200 asa, o la 1600 tirata etc… ottenendo un’effetto grana. L’ottenere da’ gia’ il senso della consapevolezza del perche’ veniva usata, io qui dall’immagine e dal titolo percepisco solo una tua sperimentazione dello strumento che puo’ dare un’effetto piacevole,ma non della consapevolezza di cio’ che ho ripreso ,del perche’.Vedo 3 manichini e una modella dietro (Kate Moss per essere precisi) di cui portano con se’ gia’ un significato ormai recepito dalla massa che e’ quella differenza tra realta’ e falsita’, sull’interrogativo della pubblicita’ ,sul seguire le mode etc….a soggetto insomma,ma che non viene espressa dall’autore e quindi probabilmente non nel suo intento, di conseguenza un’immagine descrittiva di cosa puo’ fare il nuovo mezzo, moda del momento e aggiungo di allienazione con cio’ che ci circonda.Ciao

  2. Enrico Maddalena scrive:

    Per me non è importante il mezzo, ma il prodotto. Nessuno chiede allo scrittore se la novella l’ha scritta con il PC, la macchina da scrivere o la penna biro. Il telefonino, di qualunque marca sia, ha il vantaggio che è sempre con noi, pronto a catturare ciò che ci ha colpito ed emozionato mentre eravamo in giro per motivi non fotografici (altrimenti avremmo con noi la reflex). Questa immagine è l’esempio di buon uso di questi telefoni che fanno tutto tranne il caffé. L’autore ha saputo comporre, escludendo elementi inutili per evidenziare i tre manichini in controluce (ed in ombra) e la luminosa modella sullo sfondo che guarda verso di noi. Chi è il soggetto della foto? Tutti e quattro i suoi elementi, sistemati nel quadro in maniera armonica. Un mezzo limitato per un risultato apprezzabile.
    A me piace.

  3. Fabio Panzavolta scrive:

    Proporrei di non specificare il mezzo con cui viene scattata la foto, se questo non ci viene espressamente richiesto anche perchè è di scarsa importanza.
    Detto questo a me questa foto piace molto sia come singola che inserita in un portfolio riguardante la moda o le vetrine.
    Complimenti all’autore!
    Fabio

  4. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    Innanzi tutto vi ringrazio per il tempo dedicatomi.
    Per rispondere a Fabrizio .P , vero quella sera non era mio intento uscire per fotografare, ciò che m ha spinto a farlo è stata la sensazione di assoluta tranquillità che ho prvato passeggiando per le vie semideserte.Da qui l’istinto di prendere il telefonino ed immortalare quei momenti e subito mi è venuta l’idea di raccontarli anche ad altre persone.Vero il mezzo non è importante, ma lo è quello che si vuole tramettere, ed il mio intento è proprio quello di trasmettere il momento.
    Ora so bene che una fotografia non basta, difatti stò lavorando ad un porfolio, che purtroppo non so se qui si potrà vedere, alcune immagini le ho gia messe sul mio sito ( ancora in costruzione) , mi piacerebbe tanto avere una vostra opinione,ma non so se posso mettere il link
    cordialmente Giuliano Andrea R.

  5. Fabrizio P. scrive:

    Perfettamente d’accordo con tutti. Il mio soffermarmi sul mezzo e’ perche era stato specificato (titolo) sull’immagine dall’autore come voler far vedere cosa fa questo mezzo.Lungi da me fissarmi sul mezzo e non sul contenuto 8chi mi conosce lo sa) , infatti poi ho parlato di un contenuto che per me era incerto, tramettere il momento anche questo e’ vago in quanto tutto cio’ che si fotografa e’ un frammento di un momento.Maddalena si e’ soffermato sulla buona composizione, di cui sono d’accordo ,ma dove il significato e’ dubbioso, incerto ,in balia di una miriade di possibilita’. L’autore ci dice che e’ un frammento di un possibile lavoro, portfolio, ok! allora aspettiamo il portfolio.Ciao Fabrizio P.

  6. Domenico Brizio scrive:

    @ Enrico

    Il soggetto della foto sembra essere la foto sullo sfondo… il ‘buio’ che pervcade i manichini li pone forse come quinta in primo piano, oltre la quale si trova l’interesse… imho

  7. Giovanni Pandolfi scrive:

    Ciao Giuliano, la pulizia compositiva avrebbe voluto che i tre manichini fossero stati centrati nella vetrina, evitando quella striscia scura a dx. Così come la presenti sembra una foto fatta a volo senza cura, quindi anche a me sembra una prova, poi dichiari che è fatta con un telefonino, e la sensazione si rafforza.
    A parte questo, la foto mi restituisce la sensazione di come i pubblicitari sfruttano l’emotività attrattiva di uno sguardo sensuale femminile per indurre a fermarsi ed avvicinarsi alla vetrina dove poi inconsapevoli si osserva il vero scopo della costruzione scenica, pubblicizzare i vestiti indossati dai manichini. Il gioco del chiaro (foto) e dello scuro (i manichini) è stato da te ben reso.
    Giovanni.

  8. maurizio tieghi scrive:

    m’intriga molto di più quanto raccontato dall’autore nella premessa che la sua foto. il desiderio di fare delle foto in quel dato momento e poterlo fare con il telefono che si ha in tasca è una cosa molto gratificante. Però il soggetto rimane li fermo, immobile, quindi se lo si riteneva fotogenico si poteva ripassare anche dopo e fare la foto con un mezzo più consono per ottenere una qualità tecnica (presunta) migliore. Poi invece risulta che è proprio il mezzo usato che crea quella particolare immagine, con i limiti tecnici che finiscono per diventare vantaggi espressivi, modi di comunicare comuni ai moltissimi che usano il telefono per fare foto. Diventa una appartenenza, in fondo come nel passato la fotografia istantanea. Quindi concludo affermando, come altri illustri studiosi del linguaggio fotografico hanno sentenziato, che la macchina conta sempre più dell’uomo.

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