Maurizio Tieghi – Quartesana (FE) – Architettura

624 Tieghi Maurizio bologna

Bologna

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Comments (10)

 

  1. patrizia scrive:

    La prima cosa che colpisce di questo scatto è la parete rossa che occupa uniformemente il lato destro dell’immagine. Questa ha l’intensità e una matericità tipica del velluto di una tenda teatrale e , come una tenda si apre morbida e rotonda come ben mi fa intuire l’angolo in alto a destra. Quel che resta dell’immagine è una scena di forma quadrata con elementi piuttosto enigmatici disposti lungo una linea diagonale : un lampione con la sua ombra spezzata; uno strano oggetto a forma di cappello a cilindro bianco con la sua ombra netta a terra, un tavolo/panchetto che ha visibili due gambe ma che l’ombra ci fa capire che sono tre. A confondere ancora di più la lettura ci sono altri elementi: il pozzetto ai piedi del lampione, un pozzetto più grande che resta in parte nascosto dal muro/tenda e delle grafiche scure sul pavimento che cadono tra il cappello a cilindro e il panchetto. Ulteriori elementi bianchi e rossi non ben identificabili spuntano dietro il muro . Altro elemento enigmatico diventa la vasca d’acqua, vuoi perchè non se ne capisce la profondità vuoi per la colorazione del fondo, dove la probabile presenza di alghe ce la connota più come cielo nuvoloso che come acqua in una vasca. Con questo non voglio dire che non ci dovevano essere presenza di alghe,altrimenti la vasca non è leggibile. al contrario: il gioco del reale che sembra qualcos’altro è molto affascinante e crea interesse e spunti di lettura e di emozioni inusitati. è che poi tutti questi elementi devono portare da qualche parte, devono far quadrare il discorso e non girare a vuoto. Pultroppo è quello che succede in questo scatto che, sebbene sia ben realizzato tecnicamente, preso da solo non conclude la sua narrazione in qualcosa di ben leggibile.

  2. Forme e colori, architettura perfetta e oiacevole d guardare. Abbiamo bisogno d’ordine e questo scatto ce lo dà

  3. franca catellani scrive:

    Intrigante immagine, sono due giorni che entro la guardo ed esco, senza lasciare il commento, non so come svilupparlo il pensiero su questa immagine.Parto dalla elementare domanda Dove ? cosa ? come ?

    Dove, una esterno di arredo urbano?.

    Cosa : elementi discordanti e slegati gli uni dagli altri come fosse la sceneggiatura di un film surreale , una scena irreale, gli elementi hanno un gioco prospettico personale ognuno ha la sua propsettiva e il suo spazio, mi fa pensare piu’ ad un progetto di architettura a quei plastici che gli architetti creano per proiettare le loro innovative idee.

    La struttura rossa mi ricorda il bordo di una piscina vista dall’alto ,elemento bianco scultoreo mi ricorda il cappellaio matto di Alice nel paese delle meraviglie.

    L’elemento canale ? o è un dipinto a terra come un tappeto di acqua dove le persone avranno illusione di camminare sulle acque , unici elementi apparentemente reali sembrano il lampione e lo sgabello rosso.Questa fotografia la trovo bella per il rigore estetico , per contrasto colori-Tutto mi fa pensare ad una installazione per creare illusione e dimostrare che la fotografia mente sempre.

  4. Architetture diverse tra di loro per forme e colori,
    in perfetto equilibrio.L’immagine,attentamente ricercata
    nei dettagli, mi trasmette pace e armonia.

  5. Roberto Depratti scrive:

    ….e proprio la profonda varietà di forme accostate tra loro mi genera una sorta di caos visivo. Ovviamente imho ma è ciò che provo dopo aver vsto e rivisto lo scatto con una certa distanza temporale.

  6. Domenico Brizio scrive:

    Essenziale, o minimale forse come direbbero alcuni critici.
    Sono “certo” che l’Autore avesse potuto spostare il piccolo semicerchio bianco (e forse relativo intorno scuro che spunta dietro la forma rossa) lo avrebbe fatto…
    Ogni elemento è solo, ogni forma sembra avere solo relazioni fotografiche con le altre. E per ottenere questo senso avrei ‘tagliato’ orizzontalmente sotto il semicerchio bianco teste’ descritto. Affascina tutto questo.

  7. ambra menichini scrive:

    caos organizzato………………….la differenza la fa l’occhio del fotografo che lo coglie e lo propone………….

    per me ottima

  8. astrattismo nella quotidianità, è difficile vedere qualcosa diverso da quello che è in realtà.
    Mi sembra che Maurizio in questa foto ci sia riuscito perfettamente!

  9. maurizio tieghi scrive:

    ho semplicemente fotografato parte di un luogo molto speciale situato nella città di Bologna, con ripresa da una finestra del MAMBO che permetteva solo minimi spostamenti, si tratta della Manifattura delle Arti, http://www.manifatturadellearti.org/ita/about/
    Anche il nome dato al complesso è tutto un programma, per chi passa per Bologna ed è appassionato d’arte moderna, di architettura, ma anche semplicemente per sedersi su di una panchina per guardarsi attorno, oppure per fare delle foto lo consiglio vivamente. Serve anche per comprendere che qualche volta la pubblica amministrazione aveva avuto il buon senso d’investire sulla cultura, forse anche lucrandoci con i soldi di noi tutti, ma producendo qualcosa di concreto.

  10. lucy franco scrive:

    letto tutto, oltre che ammirato questo luogo così visivamente stimolante

    e osservarlo attraverso l’occhio diverso dal proprio, stimola ulteriormente

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