Pieranna Gibertini – Modena – Relax

634 Pieranna Gibertini Relax

Una giornata di caldo asfissiante in una città’ del sud della Spagna tutt’intorno , turisti rumore.
Questa ragazza, ha trovato un ombra e con un libro si è ritagliata un angolo ove regna la pace ,il
silenzio… la libertà

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Comments (4)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Non mi pare che la ragazza sia all’ombra; c’è una luce radente che viene da destra e che la investe in pieno. Non siamo quindi nemmeno nelle ore centrali della giornata. Quello che risalta in questa foto è invece proprio la texture del ciottolato data da un sole basso e la curiosa (e poco igienica) posizione della ragazza. Dei turisti e del rumore non c’è traccia nell’immagine che trasmette al contrario un senso di isolamento e silenzio. Se l’autrice parla di caldo, siamo in prossimità del tramonto. La “verità” di una immagine è ciò che è contenuto nell’inquadratura e ciò che tali elementi ci raccontano. Con la didascalia l’autrice vuol dirci dell’altro, quasi a voler completare la narrazione, sminuendo inconsapevolmente la sua opera (che mi piace). Chi vuol comunicare con la fotografia, deve lasciar parlare la fotografia. Se tutt’intorno ci sono turisti, rumore, come fa a regnare il silenzio? La libertà poi può regnare anche fra la confusione dei turisti. Un saluto

  2. Enrico Maddalena scrive:

    Qualche ulteriore precisazione. Intendiamoci, non sto facendo critiche all’autrice (ho già detto che la foto mi piace), ma colgo l’opportunità per riflettere sul significato dei titoli e delle didascalie. Quindi questo è un discorso generale e, credo, uno degli aspetti positivi di questo blog è proprio nell’accogliere questo tipo di riflessioni (che si possono condividere o no, ma che comunque offrono l’opportunità di confrontarsi).

    Quando si inserisce una didascalia descrittiva, l’immagine passa, dal ruolo di protagonista, a quello di accessorio al racconto (che diventa il vero protagonista). Sul piano dei significati, siamo più abituati a cogliere con immediatezza quelli verbali (nella forma orale o scritta) e sono questi quindi a prendere il sopravvento.
    Se la didascalia racconta ciò che è già nella foto, è inutile. Se invece dice ciò che nella foto non si è riusciti a mettere, ne diviene una stampella: una dichiarazione di insuccesso espressivo. E’ così anche per il titolo; che senso ha nella foto di un tramonto scrivere sotto: “Tramonto”? Solo in alcuni casi un titolo stringato può essere utile per fornire una chiave di lettura per significati che comunque nella foto sono espressi. A volte la didascalia è posta per falsificare addirittura il significato originario di una immagine (Claudio Marra riporta nel suo “Le idee della fotografia”, un brano in proposito illuminante di Giséle Freund).
    Cosa aggiungere allora alla foto? A mio avviso solo il luogo ed il tempo (data ed ora) può risultare utile alla sua lettura.

  3. Fabio Panzavolta scrive:

    Concordo pienamente col sig. Maddalena la foto è bella ma non riesce a trasmettermi ciò che era nell’intenzione dell’autrice direi che la ragazza tenta in tutti i modi di sfuggire alle ombre per riuscire a prendere l’ultimo raggio di sole(o il primo!)
    Se però la lettura è molto coinvolgente, come sembra che sia, potrebbe , per lei, essere una situazione molto rilassante……. mah!

    Fabio

  4. Domenico Brizio scrive:

    Ombre lunghe, sera tardi; dubito sia mattino presto.
    Faceva caldo, umido e magari terribile. Ma perchè allora cercare l’ombra dalla parte dove arriva la luce? Già, ma la fotografia non dice dell’afa, pure. Mi sembra l’unico motivo di interesse…

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