Gilberto Crema – Guastalla (RE) – Cityscape

643 Gilberto Crema Cinecittà

Un angolo di Cinecittà dove i contrasti di luci ed ombre si fondono con i contrasti degli stili architettonici.

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Comments (6)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Aperto il blog, già la prima occhiata mi ha fatto balenare alla mente i dipinti di Giorgio De Chirico, anche se la rigidità della fotocamera non permette i molteplici e diversi punti di fuga delle opere del Maestro. Una immagine ben curata nei toni ma particolare (e forse per questo con qualche richiamo a De Chirico): l’occhio viene per un attimo guidato in fondo alla strada dalla prospettiva delle facciate, ma immediatamente dopo è anche spinto a destra verso uno spazio subito celato dal bordo dell’inquadratura, che richiama tuttavia fortemente lo sguardo. Le linee cadenti dovute all’uso di una corta focale ed all’inclinazione verso l’alto dell’asse ottico, la visione desertica e senza vita, contribuiscono all’atmosfera metafisica dell’immagine.

  2. lucy franco scrive:

    è un mio gusto personale, ma il risultato tipo disegno a china non valorizza appieno la potenzialità della inquadratura e del risultato che c’è ed è potenzialmente pieno di spunti anche per il variare delle ombre.

    sottolineo il mio ricorso ad un gusto personale, perciò opinabile.

  3. franca catellani scrive:

    Concordo con Enrico, immagine che rappresenta il luogo dove si creano film che in assenza degli attori rimane come sospesa, con quella atmosfera metafisica proprio dei quadri di DE Chirico (chiaramente lui usava il colore )
    vuoi per il b/n vuoi per il rigoroso assetto delle strutture e della prospettiva ,

    Chiaro che non è una immagine di ricerca in assoluto ma a me piace vi leggo impegno , piacere di scattare e di trovarsi davanti ad un luogo insolito per alcuni di noi

  4. Gilberto Crema scrive:

    Ringrazio per l’attenzione riservata a questa mia proposta.
    In effetti anche io avevo immaginato questo “incontro” con De Chirico, non in fase di ripresa, nella quale ero più attratto dal gioco di luci ed ombre su queste strutture, ma subito dopo rivedendo l’immagine. Mi ha fatto dunque piacere che anche voi abbiate colto questo aspetto.

  5. Marco Furio Perini scrive:

    A giudicare dalla pavimentazione, dagli archi e dalle colonne in fondo, direi un set riservato ai film cosiddetti “mitologici”, includendo in questo genere anche tutte le pellicole ispirate alla storia dell’antica Roma. La resa del b/n non mi dispiace affatto, ben si fonde con la luce del momento, contenendo i contrasti in una piacevole gamma di grigi. Forse ci voleva il “centurione”, ma mi sembra che ultimamente quella sia una categoria presa di mira dal sindaco Alemanno … :) ) Ciao

  6. Domenico Brizio scrive:

    Un coacervo di stili architettonici quasi impossibile nella realtà fisica. E forse la strana atmosfera che emana la fotografia dipende dall’improbabilità di trovarli in una unica città… ci voleva una cine-città. Strano il cielo in rapporto alla provenienza della luce, strano. Anche lui si adegua. Bella l’idea del fotografo di portare in luce la luce di un passato attraverso luci e ombre che non si sarebbero incontrate.

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